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Place de la Concorde, ovvero Piazza Pentecoste

28 settembre 2026|Marco Garzonio
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L'ambrosiano di Marco Garzonio

Se l’Europa fosse meno a pezzi e ininfluente di quanto Trump, Putin, i sovranisti vorrebbero? Ciò che ha detto e fatto Leone XIV a Parigi in questi giorni e la risposta dei francesi fan da contraltare a eventi accaduti nelle stesse ore in Usa, Medio Oriente, Mosca, Kiev. Certo, neanche un Papa fa primavera, ma quasi un milione di persone a Place de la Concorde è parso il ritrovarsi d’un popolo smarrito ma non ancora perso attorno all’urgenza evocata da Leone: «Gli esseri umani non possono vivere senza senso».
Perché interrogarsi sul senso dell’esistenza umana è «ossigeno della mente». In una Francia scristianizzata come il Vecchio continente, in un Occidente dove si nomina Dio per confermare a sé stessi e al mondo di averlo arruolato ai propri interessi di dominio, identitari, coloniali, espulsivi degli altri, è rimasto lui, l’erede e il continuatore dell’opera di Gesù Cristo, a cercar di rimettere insieme per il mondo intero oltreché per la Chiesa i cocci d’una Torre di Babele; per dirla con le parole del Papa, un’umanità «deturpata quando scivola nell’arbitrio, nella violenza e nella sete di potere», al bivio tra «coltivare o sfigurare la terra, produrre arte o distruggere», impegnata nella «più terribile delle opere umane: la guerra», nella quale «la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana di distruggere e uccidere».
Affermazioni queste nella Costituzione dell’Unesco quando fu fondata proprio a Parigi nel 1945. Una sorprendente immagine biblica, in alternativa alla “Torre della confusione” [Babele] il Papa ha prospettato dall’Unesco: la «Piazza della Pentecoste». Ha spiegato che la memoria della discesa dello Spirito Santo per i cristiani è la manifestazione che «la comunione non impedisce affatto la diversità»; l’unità «non annulla le differenze, ma valorizza le storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo»; «chi opera nel campo dell’educazione sa che solo la verità ci fa liberi»; «chi insegna e chi fa ricerca sa che l’errore ci rende schiavi dell’ignoranza e della superstizione». Sarà un cammino lungo, difficile, contrastato portare avanti il nucleo di valori laici e religiosi che Leone ha ribadito a Parigi essere il centro del suo pontificato. Mentre il Papa andava a Parigi, Meloni rincorreva Vannacci sulla pelle dei bambini stranieri e i partiti del centrosinistra sembravano pensare a come prevalere l’uno sull’altro più che a proposte che ci liberino dal centro destra. Vien in mente il Battiato di Povera patria: «Non cambierà, non cambierà, / no cambierà, forse cambierà». È la forza della speranza che regge da 2000 anni e ha uomini che resistono, lavorano per tenerla viva, in alternativa a quelli che s’ingegnano contro di essa per far valere gli interessi propri e negano vita, libertà, giustizia, equità, dignità per i fratelli e le sorelle in umanità.

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