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Pisapia, com’è stata Milano nel 2015

L’ultimo brindisi di Natale per il sindaco Giuliano Pisapia: il discorso di fine anno è stata l’occasione per congedarsi anche da primno cittadino. Quest’anno, per lui c’è la soddisfazione di vedere Milano al secondo posto fra le città italiane dove si vive meglio.

Il discorso è stato un excursus che ha messo in evidenza i cambiamenti dei cinque anni di sindacatura. Milano è cambiata nella percezione all’estero, Expo ha fatto salire l’interesse internazionale per la città. Sono stati cinque anni utili per trasformare Milano. Che oggi è una città più sobria, ma anche più ricca; una città più libera, ma dove i diritti sono più tutelati.

Pisapia ha anche ricordato lo sforzo per integrare le periferie, portando ad esempio il lavoro fatto su via Padova, ma anche l’impegno sugli immigrati. L’accoglienza è uno dei grandi vanti di Milano. Sono 75 mila le persone transitate in un anno nella città e solo una parte di esse hanno trovato posto nel sistema di accoglienza.

Pisapia ha poi elencato gli sforzi per rilanciare le municipalizzate, a partire dall’ATM, che sui trasporti per Expo ha svolto un lavoro determinante. “Credo di dare al mio successore una città che ha fatto grandi passi avanti in tutti i settori – ha detto Pisapia -. Ma c’è anche qualche amarezza a cominciare dalla bocciatura della delibera sui piani urbanistici per gli ex scali ferroviari”.

Ascolta l’audio del discorso di Giuliano Pisapia

Pisapia, ultimo discorso

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    Michele Crosti
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    In prima assoluta debutta al Piccolo Teatro Grassi la nuova produzione del principale teatro milanese, realizzata dal collettivo teatrale lacasadargilla. "Escaped alone" è un testo mai rappresentato in Italia, della celeberrima drammaturga britannica Caryl Churchill, che rappresenta lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. Quattro ultrasettantenni signore sorseggiano tè e immaginano catastrofi in un insolito pomeriggio estivo. Ira Rubini ha raccolto le considerazioni dei due registi di lacasadargilla: Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni.

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    Considera l'armadillo di venerdì 9 gennaio 2026 con Cecilia Gaipa di @piccioni paralimpici Lombardia si parla del nostro contraddittorio rapporto col pennuto e di come aiutarlo, ma anche della mostra @Wildlife Photographer of The Year 2026 alla @Permanente di Milano grazie a @radicediunopercento e della mostra La scomparsa degli animali a cura di @RAVE East Village Artist Residency a Trivignano Udinese. A cura di Cecilia Di Lieto.

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    Anna Kuliscioff: socialista e femminista. Il ricordo di Milano nel centenario della morte

    Si è chiuso venerdì mattina al cimitero Monumentale il ciclo di eventi dedicati a Anna Kuliscioff, nel centenario della morte, avvenuta il 29 dicembre del 2025 a Milano. Una serie di iniziative che hanno puntellato l’anno appena terminato, e che si è concluso simbolicamente nel giorno del suo compleanno, il 9 gennaio. Medica, giornalista, rivoluzionaria socialista, femminista ante-litteram, la figura di Anna Kuliscioff ha lasciato un segno fortissimo nella cultura progressista italiana. Spinta da idee rivoluzionarie fin dalla giovinezza, Kuliscioff nella sua vita ha attraversato diverse correnti del rivoluzionarismo di quel tempo, dall’anarchismo bakuniano fino ad avvicinarsi, e portare avanti quelle idee per tutto il resto della sua vita, alla corrente cosiddetta del “riformismo socialista”, insieme al marito Filippo Turati. Una delle sua grandi battaglie fu quella per il voto alle donne. Fu fondamentale per il socialismo italiano e per il progresso della città di Milano. Walter Galbusera, presidente della Fondazione Kuliscioff, la ricorda così al microfono di Alessandro Braga.

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