Piazza Carlo Giuliani, ragazzo. Venticinque anni dopo, siamo ancora qui

“In ogni caso nessun rimorso” si legge sullo striscione posato davanti al cippo che ricorda quel ragazzo: Carlo Giuliani, caduto 25 anni fa su questo asfalto bollente, bollente anche oggi. Quel ragazzo che oggi avrebbe quasi 50 anni e che non smette, per tutti noi, di rappresentare qualcosa. Ma che cosa? Troppo facile dire il sogno di un mondo diverso. Noi che invece, in questo tempo lungo o breve, siamo cresciuti, siamo cambiati, abbiamo fatto errori e compromessi. Siamo tornati ogni anno, solo oggi con il cuore gonfio e la nostalgia. In ogni caso nessun rimorso, ma certo non basta. Piazza Carlo Giuliani oggi è anche la piazza di Giuseppe Pinelli, di Federico Aldrovandi, di Roberto Franceschi, delle loro famiglie, della lotta per la verità – una lotta di donne, come ha ricordato qualcuno dal palco – ed è la piazza di Abderrahim Fakir, la ferita più recente. Infine, è la piazza dei bambini di Gaza, vittime del genocidio: i loro nomi, scritti sul grande lenzuolo, occupano il sagrato della chiesa. Ora la facciata barocca riflette gli ultimi raggi del sole e riempie di luce lo spazio. Dal palco allestito sotto i grandi alberi continuano a susseguirsi interventi, musica, qualche canto. Manca adesso solo un ultimo pezzo, un ultimo momento per chiudere questo anniversario 25 anni dopo Genova 2001: sarà la fiaccolata, in ricordo dei fatti della Diaz, domani sera. Dal palco cantano gli Assalti Frontali: “Devo essere all’altezza, incontro gli altri in piazza, è un bacio dato come una carezza”.
Piazza Alimonda Genova
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