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Perché vi interessa ancora Radio Alice

La domanda l’ha posta Valerio Minnella sul sito Giap, la comunità dei lettori del collettivo di scrittori Wu Ming. Uno dei fondatori dell’emittente che visse in etere solo 13 mesi, fino all’irruzione della polizia il 12 marzo 1977 nel pieno dei fatti di Bologna dopo la morte di Francesco Lorusso, spiega: “anni fa ho scoperto, per merito di una studentessa che stava scrivendo una tesi sulle prime radio libere americane, dell’esistenza di un libro sulle stesse (edito dalla New York University nel 2001), che dedicava un capitolo ad Alice e spiegava come noi fossimo riusciti ad applicare nella pratica quotidiana le tesi sulla comunicazione di Marshall McLuhan, che per altri erano solo argomento di studio”. Una radio dove è stato abbattuto il muro tra ascoltatore e conduttore grazie anche alla possibilità di mandare in diretta le telefonate senza più filtri.

La domanda di Valerio l’abbiamo girata a Tiziano Bonini, studioso di media e di radio, che ci ha risposto portandoci negli studi dell’unica radio indipendente di Istanbul, Açyk Radio, che si è ispirata al modello di Radio Alice: “ Sono stati quelli che hanno creato il caso di Gezy Park perchè ancor prima di Twitter un ascoltatore li aveva avvertiti che stava arrivando la polizia a sgomberare gli ecologisti nel parco”.

Radio Città del Capo e Radio Città Fujiko di Bologna hanno unito le forze e hanno realizzato una trasmissione condotta assieme e andata in onda in contemporanea sulle due emittenti.

Qui un estratto dello speciale, in cui è stata “ricreata” la prima trasmissione di Radio Alice, a cura della redazione di RCDC.

Radio Alice – Città del Capo

Per saperne di più vai sul sito di Radio Città del Capo.

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    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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