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Per tenere il GP a Monza pagheremo tutti noi

Se non fosse per i 68 milioni che ACI verserà per i prossimi tre anni nelle casse della Formula One Management (FOM) di Bernie Eccleston, questo gran premio si potrebbe archiviare come il più scontato del circo della Formula Uno. Nemmeno la parodia della firma del contratto per i prossimi tre anni ha suscitato interesse. Forse perchè non c’è stata alcuna firma e bisognerà attendere che gli avvocati londinesi della FOM decidano sugli ultimi dettagli. Dettagli di non poco conto a cominciare dai proventi sulle locazioni degli spazi interni all’autodromo in primis quelli della palazzina dei box per finire con le assegnazioni agli stand sull’area dell’autodromo. Quasi 6 milioni a gran premio. Cifra che ora dovrà passare a Eccleston. Ci sono poi da definire le modalità con cui il governo passerà all’ACI, intestataria del contratto, i 12 milioni già stanziati. C’è anche il presidente della Regione Maroni che dovrà giustificare il versamento dei 20 milioni stanziati per i prossimo due anni, formalmente come manutenzioni all’autodromo. L’unica cosa certa è che i soldi verranno dal Pubblico Registro Automobilistico che avrebbe dovuto essere cancellato da anni perchè è un doppione della motorizzazione e che invece resterà ancora per anni. Comunque lo pagheranno gli automobilisti.

Alla fine sono 32 milioni di denaro pubblico a fondo perduto sempre per un fine settimana all’anno per tre anni . Non si può nemmeno dire che che servono per alimentare lo sport automobilistico perchè non sono soldi per far crescere campioni in erba. Al Gran Premio di Monza sono 50 anni che un italiano non sale sul podio. E all’orizzonte non si vedono campioni da Formula 1.

In ogni caso Eccleston non sembra disposto a firmare il contratto fino a quando non sarà risolto il contenzioso con “Formula Imola”, che si era proposta come alternativa a Monza, che ha contestato il fatto che quei finanziamenti pubblici si configurano come aiuto di Stato non consentito dalle leggi europee. La discussione del contenzioso è prevista per metà settembre.

In tutto questo il paradosso è che alla provincia di Monza e Brianza agli stessi soggetti che hanno deciso “l’investimento”sul Gran Premio di Monza hanno negato 2 milioni di euro necessari per consentire di pagare il trasporto pubblico degli studenti pendolari. Anzi il presidente della provincia Pietro Luigi Ponti alla richiesta di fondi si è sentito rispondere da Maroni “abbiamo già dato, se non avete fondi aumentate la tariffa e tagliate le linee”.

Per la Cronaca il GP d’Italia è stato vinto dalle Mercedes di Rosberg davanti al compagno di squadra Hamilton, terza la Ferrari di Vettel seguita dall’altra Ferrari di Raikkonen.

  • Autore articolo
    Michele Crosti
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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