Ottant’anni della Repubblica, Mattarella: “Unità e maturità democratica nate dalla Liberazione”

Tra poco la festa della Repubblica si concluderà con l’inedito spettacolo di piazza, fuori dal portone del Quirinale e proiettato su maxi-schermi di 23 città. Come si era imposto Sergio Mattarella nel discorso di fine anno, quando aveva annunciato che l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica sarebbe stata una festa di popolo. Il capo dello Stato per l’occasione ha moltiplicato i suoi messaggi, anche poco fa in un incontro con i giovani durante il quale si è detto convinto che “la Repubblica in questi decenni ha corrisposto a quanto ci si attendeva, alla aspettative che quel voto espresse, soprattutto nella crescita dei diritti, della tutela della salute e del lavoro”. Si è detto ottimista, ma malgrado l’ottimismo di ombre ce ne siano parecchie, sia nei diritti, come, ad esempio, per il lavoro, come vediamo nella stretta attualità. Questa mattina la parata militare si è svolta in un clima di festa, con le frecce tricolori e le bandiere, ma anche con le nubi di due guerre che non finiscono, con il sottosegretario di Stato USA Rubio che mentre marciavano in via dei Fori imperiali i soldati in armi, si complimentava con Giorgia Meloni per l’aumento delle spese militari, facendo risaltare ancora di più l’assenza di Matteo Salvini: le divisioni nel Governo sugli armamenti era evidente. In un incontro con i giovani il presidente della Repubblica è tornato su questo punto, ricordando che più volte si sono sfiorate nuove guerre, ma il multilateralismo è servito a scongiurarle, ha spiegato, è questo ciò che serve, invece dell’idea di un solo uomo al comando. Una specie di filo sembra quello che Mattarella vuole unire da quel 2 giugno 46 ad oggi, in termini di speranza, un vincolo di appartenenza e di solidarietà. Nell’incontro con i giovani ha parlato di immigrazione, dei diritti che chiedono le seconde generazioni, ragazzi nati in Italia e che tali si sentono: per Mattarella va tutto nell’alveo della storia italiana, popolo di emigranti e di immigrazione. Ci sono stati episodi violenti, dice, ma appartengono alla patologia della società e non vanno confusi con il resto. Si chiude, quindi, l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica e del primo voto delle donne, una compiuta svolta democratica, un nuovo patto civile ha detto il capo dello Stato nato dalla Resistenza e sulle basi solide della Costituzione.
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