2 giugno. Mattarella: “Irreversibile cambio di prospettiva rispetto al fascismo”

Se questa mattina nel discorso ai prefetti ha puntato di più su quel “patto civile” nato 80 anni fa e ispirato ai valori della democrazia e dell’uguaglianza, oggi pomeriggio ricevendo gli ambasciatori, compresi quelli di Iran e Israele, il Capo dello Stato ha puntato il suo discorso sull’articolo 11 della Costituzione che sancì due principi: il ripudio della guerra – “irreversibile cambio di prospettiva rispetto al fascismo”, dice – e la condivisione di sovranità con gli altri Paesi.
A questi principi il Capo dello Stato si ispira ancora oggi e per questo si oppone, spiega, alla “rassegnazione in nome di un malinteso realismo moralmente deprecabile”. Sergio Mattarella cita il Libano e l’Ucraina. Del Libano denuncia la minaccia di una guerra che “colpisce brutalmente e in maniera indebita la popolazione civile”, ma non cita le precise responsabilità di Israele, dell’America di Trump, della Russia, forse perché ad eccezione dell’ambasciatore russo assente, gli altri erano al Quirinale.
In ogni caso, per Mattarella è un principio fondamentale la difesa del diritto internazionale. I suoi discorsi in questi giorni, alla vigilia di un appuntamento che il Presidente della Repubblica sente molto, hanno toccato vari punti, dall’urgenza di una maggiore coesione sociale, dalla difesa dei valori dell’uguaglianza, la democrazia nata dalla Resistenza, fino all’articolo 11, passando per la svolta democratica, dice, data dalla partecipazione delle donne al voto nel ‘46.
Domani la giornata dell’anniversario vedrà la consueta parata militare e la visita all’altare della Patria e infine il concerto e lo spettacolo nella piazza del Quirinale, che si vedrà in Tv e sui maxischermi di 23 città.
Articoli correlati


