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Onu, Israele sempre più solo: la sala si svuota all’arrivo di Netanyahu; fuori intanto si protesta

25 settembre 2026|Roberto Festa
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Netanyahu all'Onu ANSA

È stato un discorso combattivo, quello di Benjamin Netanyahu, pronunciato a sala mezza vuota, ma in cui tutte le idee, tutte le figure della sua retorica sono state riaffermate, alzando spesso la voce, battendo il pugno sul podio. Il primo ministro israeliano ha definito le guerre a Gaza e in Iran come “battaglie contro i barbari”. Ha dipinto i coloni in Cisgiordania come dei vicini di casa pacifici, vittime della violenza dei palestinesi. L’accusa a Israele di genocidio è stata respinta come la più grande menzogna del secolo. Quale paese genocida dà milioni in cibo e vaccinazioni per la poliomielite ai nemici? ha detto il primo ministro. Non c’è stato alcun accenno al fatto che Israele, durante la guerra, ha ucciso oltre 73 mila persone, la gran parte donne e bambini, ma solo la citazione ai 1200 uccisi da Hamas, “con gioia sadica”. Falsi, ipocriti, sono stati chiamati da Netanyahu coloro che oggi protestano contro Israele. Dove eravate quando l’Iran uccideva centinaia di manifestanti, ha chiesto il primo ministro israeliano? Vergognati, antisemita, ha urlato Netanyahu contro il sindaco di New York Zohran Mamdani. È stato appunto un discorso combattivo, aggressivo, quello di Netanyahu, la prova che Netanyahu si sente ancora forte, sente di avere completo appoggio militare e politico dall’amministrazione Trump. Netanyahu è stato comunque costretto a restare solo qualche ora a New York, la città più ebraica al mondo, non ci ha nemmeno dormito, perché si temevano incidenti e manifestazioni. Doveva andare in visita in Texas, l’ha dovuto annullare. E fuori dall’Onu, mentre lui parlava, centinaia di manifestanti, soprattutto gli ebrei delle Jewish Voices for Peace, bloccavano le strade in segno di protesta e venivano arrestati. Non siamo crollati, abbiamo reagito come dei leoni, ha detto Netanyahu. Israele non è crollato, il problema è però ora il drammatico isolamento internazionale di Israele, che la sala vuota, le manifestazioni in strada ieri, hanno reso così tangibili, così evidenti.

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