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La scuola della destra: limiti nel numero di bambini stranieri, multe e divieti

24 settembre 2026|Anna Bredice
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Il ministro Valditara in conferenza stampa, Giorgia Meloni in una videointervista al giornale Il Tempo, finestra perfetta per evitare domande scomode e fare i consueti annunci di propaganda elettorale, questa volta sulla pelle dei bambini di origine straniera. E così Meloni, preoccupata di non farsi sorpassare troppo dalla destra di Vannacci e Salvini, applaude al decreto scuola, “di buon senso e che aiuta l’integrazione”, dice, “è un tema posto anche da Conte e Letta, ma noi lo abbiamo fatto”, aggiunge con quel piglio consueto di attacco all’opposizione, la quale in maniera unitaria rigetta oggi questo decreto, parlando di “una caccia alle streghe sulla pelle dei bambini”, così infatti dichiara Elly Schlein.

Quello appena approvato dal Consiglio dei ministri è un decreto che, come gli altri del governo Meloni in questi anni, affronta i temi prevedendo multe, sanzioni, divieti e addirittura in una prima bozza, circolata fino a poche ore fa, la minaccia di togliere i bambini alle famiglie. Quest’ultimo punto è stato eliminato nel testo finale, prevedeva infatti l’intervento dei servizi sociali se i genitori non avessero frequentato i corsi di italiano. Due bozze diverse, bisognerà capire se tra l’una e l’altra c’è stato un intervento del Quirinale per chiedere modifiche.

Rimane però una multa nel caso i genitori rifiutino di frequentare i corsi, così come sono previste sanzioni salate per l’uso del burka e del niqab a scuola, capi che nessun preside e insegnante ha mai detto di aver visto nelle aule scolastiche. Tra l’altro è ancora incerto se il divieto è esteso anche alle donne, madri o sorelle che entrano a scuola per colloqui o attività extra curriculari. Rimane la soglia del 30%, ma se all’inizio era riferita ai bambini di origine straniera in generale, ora il criterio è la conoscenza della lingua italiana. Si applica ai bambini che non sono nati in Italia e che non hanno frequentato la scuola materna. Non sono compresi in quella soglia, invece, i figli di famiglie straniere nati in Italia.

Superando quel numero, dovrebbero essere collocati in scuole vicine. Se non ci sono o se sono troppo lontane, è il caso di scuole in zone di montagna o altro, laddove si supera quindi il 30%, dovrebbero essere finanziate attività scolastiche per dare supporto agli insegnanti. Ora il decreto dovrà passare alla firma del Quirinale.

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