Olimpiadi, per Fontana è andato tutto benissimo. E adesso vuole anche l’edizione del 2040

Tutto bellissimo, tutti bravissimi. Il giudizio di Attilio Fontana sui Giochi appena conclusi è entusiastico, e non poteva che essere così. Tanto che il presidente lombardo, forse esagerando (molto probabilmente, esagerando) lancia il cuore oltre l’ostacolo, dicendosi pronto a candidare la Lombardia per le olimpiadi estive del 2040.
Meglio di no, se si guarda a tutte le ombre che questa edizione invernale ha lasciato. Ma di cui non c’è traccia nella relazione di Fontana. Nessun accenno agli extracosti, nonostante gli esborsi lievitati fino a 5,7 miliardi di euro. Nessuna autocritica sulla scarsissima sostenibilità ambientale, che tra l’altro è stata la parola più sbandierata dai promotori, con un milione di metri cubi di emissioni di CO2 e centinaia di larici tagliati per fare posto alla pista da bob a Cortina.
Nessuna, o pochissime, parole sulle opere infrastrutturali realizzate. O meglio, solo la falsa notizia che tutte le opere previste sarebbero state concluse in tempo, salvo poi fare una minima retromarcia nella replica, giusto per dire che alcune opere (quelle finite) erano necessarie, mentre quelle incompiute sarebbero state tutt’al più utili. Nessuna parola per i tantissimi lavoratori sfruttati, sottopagati e messi in condizioni inadeguati durante tutta la durata dei giochi, in un tripudio di precarietà e insicurezza.
Nemmeno un ricordo di Pietro Zantonini, addetto alla sicurezza morto mentre faceva un turno notturno davanti al palazzetto del ghiaccio di Cortina l’otto gennaio. E, infine, nessun accenno all’eredità di questi giochi per la nostra regione, che è il grosso tema del prossimo futuro.
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