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La Francia si adatta al mondo senza regole e aumenta il suo arsenale nucleare

03 marzo 2026|Francesco Giorgini
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“Noi, francesi europei, difendiamo e abbiamo sempre difeso l’ordine e il diritto internazionale, quelli frutto del dopoguerra. Ma è ora di guardare in faccia la nuova realtà della situazione mondiale. Il campo delle regole non è più che un campo di rovine”. Sono le parole pesanti, per non dire epocali, di Emmanuel Macron ieri dalla base francese dei sottomarini nucleari dell’Île Long, all’estremo ovest della Bretagna, la punta più occidentale della Francia e del litorale atlantico. Il presidente francese, strenuo difensore del diritto internazionale del multilateralismo, prende atto, solennemente e dolorosamente, appunto, della fine di un’epoca e delle sue regole. “Nel caos del nuovo mondo ci vogliono nuove regole che sono quelle della potenza, ormai” – spiega Macron – “per essere liberi, rispettati e indipendenti bisogna essere temuti e per essere temuti bisogna essere potenti”. Allora il presidente annuncia la nuova era della dissuasione nucleare francese che comincia con l’aumento significativo dell’arsenale nucleare. Parigi si lancia a sua volta nella corsa riarmo, ma non solo. Forse, ancor più importante, la Francia allarga il proprio cappello nucleare ai paesi europei interessati e disponibili, per ora otto paesi, a cominciare dall’alleato storico e strategico, la Gran Bretagna, l’altra potenza nucleare europea, ma poi anche Germania, Polonia, Svezia, Grecia, Belgio, Olanda e Danimarca.

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