Chi è Giacomo Francesco Saccomanno, il salviniano di ferro indagato per il Ponte sullo Stretto

Salviniano di ferro, noto professionista nel reggino, l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno è tra le persone indagate a Roma. L’ipotesi di reato è di aver tentato di influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.
Saccomanno è tra gli uomini più vicini a Matteo Salvini al Sud, da ormai dieci anni, dopo che nel 2016 fu folgorato sulla via del Carroccio. Per incensare Matteo Salvini, l’ex sindaco di Rosarno si era addirittura inventato scrittore, stampando un libello in cui esaltava le scelte strategiche per il Sud fatte dal leader leghista, a partire ovviamente dagli investimenti per il ponte sullo Stretto, che secondo lui avrebbero addirittura superato una volta per tutte l’annosa “questione meridionale”, che attanaglia l’Italia fin dai tempi della sua unità. In cambio, c’è da dire che Salvini gli ha dato molto. Intanto, una consulenza al ministero dei trasporti, dove Saccomanno è stato esperto di infrastrutture, in particolare calabre, e ha lavorato a stretto contatto col ministro.
Nel 2021, quando Salvini decise di rinforzare la presenza del partito ex nordista e ormai a trazione nazionalista/sovranista, nella regione, gli ha affidato il ruolo di commissario territoriale, che ha tenuto fino al 2024 quando al suo posto è subentrato un altro (ex) emergente salviniano di ferro, Rossano Sasso, ora diventato Giuda traditore dopo essere passato nelle fila dell’ex generale Roberto Vannacci.
Nel 2023, l’anno in cui Saccomanno porta al raduno di Pontida un centinaio di leghisti calabresi entusiasti del Capitano, Salvini lo nomina per la prima volta nel consiglio di amministrazione della società Ponte sullo Stretto S.p.A, dove resta per fare gli interessi del ministro fino a poco tempo fa, quando è stato fatto fuori dal presidente calabrese Roberto Occhiuto per far posto a un giovane forzista rampante. Cosa che aveva fatto imbestialire e non poco Salvini, che in una trasferta in terra calabra aveva litigato col presidente della regione.
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