Ocse: studenti meno preparati in Europa. Pesano anche le disuguaglianze sociale

Gli studenti europei oggi sono meno preparati. È questa in sintesi la fotografia che risulta dal rapporto dell’Ocse, in base al “Rapporto 2025”, pubblicato questa mattina dall’organizzazione internazionale con sede a Parigi.
“Programme for international student assessment”, acronimo PISA, è la più estesa indagine internazionale nel campo dell’educazione, vi partecipano gli studenti provenienti da più di 80 Paesi tra cui l’Italia. Come accade anche per altre rilevazioni internazionali, da noi è l’Invalsi ad occuparsi della somministrazione delle Prove e della raccolta dei dati che vengono successivamente confrontati con quelli delle altre nazioni. Le prove sono pensate per accertare alcune competenze degli studenti quando sta per terminare l’obbligo scolastico. Dunque i quindicenni, che vengono valutati non sull’apprendimento delle specifiche competenze curricolari, ma su abilità complessive: come leggere e comprendere un testo, saper organizzare la risoluzione di un problema, utilizzare le informazioni apprese.
Sono tre i campi di indagine: lettura, matematica e scienze. L’indagine si svolge ogni tre anni a partire dal 2000. Quella pubblicata oggi registra il livello medio di preparazione più bassa dall’inizio della serie. Uno studente su cinque ha un livello definito “insufficiente”. Studenti e studentesse italiani sono sopra la media Ocse, in particolare nella lettura e nelle scienze.
Il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, presentando il rapporto, ha messo in fila alcune indicazioni per migliorare la situazione: “I sistemi educativi più efficaci – ha detto – sono quelli che si concentrano su un ambito di conoscenze più circoscritto ma lo approfondiscono maggiormente, che investono sugli insegnanti, che mantengono un dialogo con i genitori e che offrono un sostegno mirato agli studenti che ne hanno più bisogno”. Dal rapporto appare evidente come le differenze sociali pesino anche sulla preparazione di ragazzi e ragazze. Le fasce sociali più deboli per reddito e inclusione sono quelle che fanno registrare i risultati peggiori.
Il commento di Lara Pipitone, una delle conduttrici della trasmissione “Fuori registro” dedicata al mondo della scuola, che va in onda il martedì sera dalle 20.30 alle 21.30.
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