Nuova Delhi, sit-in del partito degli scarafaggi: “Il ministro dell’istruzione si dimetta”

In India la protesta “degli scarafaggi” cresce ed esce dai perimetri del web. Ora gli studenti arrabbiati chiedono le dimissioni del ministro dell’istruzione. Singh, avvocata del Cockroach Janta Party, racconta la protesta di Nuova Delhi:
“L’obiettivo è di responsabilizzare il ministro dell’istruzione e il governo in generale. I manifestanti chiedono le dimissioni di Darmendra Pradhan, il ministro dell’istruzione, dopo che le domande del test nazionale per l’ingresso a medicina sono state diffuse online e l’esame si è dovuto ripetere. Diversi studenti si sono suicidati per lo stress. È tutto il sistema educativo in questo Paese a non essere in buona salute, perché è successo anche per altri esami. Lo scandalo del test di medicina, però, è scoppiato negli stessi giorni in cui è nato il Cjp e molti studenti ne hanno approfittato per far sentire la propria voce. All’inizio c’è stata una petizione per le dimissioni di Pradhân, che è stata firmata da più di 50mila persone. Ora, dopo diverse manifestazioni anche in diverse città del Paese, a Nuova Delhi c’è questo sit-in che va avanti dal 21 giugno. Qui, il genitore di uno studente è stato attaccato e ferito alla testa. Il sit-in è sorvegliato dalla polizia eppure un gruppo è riuscito a entrare e a creare scompiglio. Ogni volta che c’è una protesta del genere ci sono gruppi che non sono felici che vengano fatte domande al governo”.
E come ha reagito il governo al sit-in?
“Fino a martedì non ha reagito. Nessun media tradizionale ha coperto queste proteste. Poi, il ministro dell’istruzione ha chiamato i manifestanti ‘terroristi’. Continuano a dire di avere fatto un buon lavoro con i test di medicina e che può capitare che i test vengano diffusi online, perché l’India è un Paese grande. Non è la risposta che vogliamo. Venti studenti si sono suicidati solo dopo il primo test. Se vedessi le condizioni degli studenti in questo Paese, non capiresti perché il governo non fa e non dice niente. Se il ministro non riesce a fare il suo lavoro deve prendersi le sue responsabilità e dimettersi”.
Oggi però alle proteste del Cjp non ci sono più solo studenti.
“Sì, per ora non ci sono solo diversi sindacati degli studenti, ma anche quelli degli agricoltori. Tutti hanno la loro ideologia, ma al momento si stanno unendo sotto la causa di un sistema educativo più giusto. Quando ci sono state diverse manifestazioni in giro per il paese, la settimana scorsa, sono stati coinvolti molti sindacati locali. Sono soprattutto studenti e contadini, ma a Delhi in questi giorni stiamo vedendo anche insegnanti ed educatori, e anche i genitori degli studenti che hanno perso la vita. Tutti si stanno unendo per far sentire la propria voce”.
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