No Kings Day, a Roma contro guerre e governo Meloni

“Per un mondo libero dalle guerre” dice lo striscione di apertura di questa manifestazione dai tanti temi e dalle tante presenze. Un mare di giovani e tanto pacifismo, i sindacati di base, qualche partito, sicuramente però il primo collante è l’opposizione alla guerra: con le bandiere arcobaleno, dei grandissimi missili di cartone ma con dei bambini a cavalcioni, gli striscioni contro “le loro guerre” di Amnesty e Greenpeace, quello di Emergency che dice “io obietto la guerra”, tantissimi canti e bandiere per la Palestina.
Il secondo tema è la politica, non tanto per la presenza di Avs e Rifondazione con numeri e bandiere, ma per il “No Kings” declinato all’italiana con la richiesta di dimissioni per Giorgia Meloni scandita da tanti canti anche irriverenti. Il più ripetibile: “Vi abbiamo già cacciati una volta”. In mezzo c’è spazio per lo spezzone degli “invisibili”: migranti, stranieri senza cittadinanza, gli ultimi che anticipano l’erosione dei diritti per tutti. Come per l’”Insorgiamo” dei lavoratori della ex Gkn. Anche per il tema più temuto, la repressione con i suoi decreti sicurezza, l’ultimo in vigore da un mese, sono bastate le parole e gli sfottò, di fronte a un imponente dispiegamento di polizia comunque a distanza, discreto. Molti i negozi chiusi per una campagna di scontri annunciati e per fortuna smentiti. Da piazza Repubblica a San Giovanni il percorso autorizzato, poi parte del corteo ha proseguito. E’ andata in tangenziale fino al cimitero del Verano. L’entusiasmo degli organizzatori dice 300mila presenze. Magari meno, ma comunque tanti.
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