Nel video sulla morte di Fakir i poliziotti sembrano violare le linee guida

La morte di Abderrahim Fakir a Bologna durante un fermo di polizia. Oggi ha parlato ancora la nipote, Yossra Fakir, al Senato: “Quello che è successo non può essere ridotto a errore o fatalità ed è giusto chiedersi il perché.” L’indagine della procura prosegue, nonostante l’iscrizione nel nuovo registro separato. Una svolta potrebbe arrivare dall’acquisizione delle linee guida del Viminale per il contenimento dei cosiddetti “soggetti non collaborativi”. Che dalle immagini sembrano proprio non essere state rispettate.
Il comunicato sibillino della procura di Bologna parla di “altro” oltre all’ormai famigerato video, alludendo alla possibile causa di servizio che giustificherebbe la violenza della polizia, quindi l’iscrizione nel nuovo registro istituito dai decreti sicurezza. Ma il problema, che non si può eludere senza indagini approfondite, è proprio ciò che succede poi, e si vede nel video: la lunga compressione toracica col viso schiacciato sull’asfalto rovente di Fakir che implora di smettere perché sta soffocando. Sotto lo sguardo inerme dei volontari del 118. I legali dei due poliziotti ovviamente dicono che è tutto in regola. Ma le linee guida dello stesso Viminale, ora acquisite dalla procura, con una circolare di maggio, indicano proprio che “se il soggetto non collaborativo dà segni di malessere va limitata al minimo indispensabile la posizione di decubito prono e la pressione sul torace. Va allentata la presa, si deve posizionare su un fianco e chiamare i medici”. Palesemente ciò che non si vede accadere. Secondo il presidente della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli è stata del tutto sbagliata la manovra dei poliziotti col soggetto in posizione prona e viso e torace schiacciati a terra: non è mai indicata è può essere letale perché riduce la circolazione d’aria nei polmoni. L’uso dello spray urticante in faccia ha aggravato la situazione, aggiunge Balzanelli, che sottolinea come bastasse togliere la persona dalla posizione prona, con un intervento medico di sedazione, che secondo Balzanelli avrebbe salvato la vita di Fakir. Ma il medico, anche se la polizia sapesse fosse un caso psichiatrico, non c’era. E tutto ciò che lo avrebbe salvato, non lo si vede accadere. Su questo la procura ha dovere di andare a fondo, per non collaborare all’impunità.
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