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Morti sul lavoro: Sergio Mattarella incalza il governo

Sergio Mattarella

Il grido di allarme di Sergio Mattarella è arrivato alle orecchie di chi dovrebbe agire, il governo, il quale in maniera improvvisa, un po’ come colto alla sprovvista, ha risposto annunciando e promettendo misure per risolvere i due problemi principali denunciati dal Capo dello Stato, i salari bassi e le morti sul lavoro. Fonti del governo hanno fatto sapere che domani probabilmente sarà annunciato un prossimo decreto legge sulla sicurezza sul lavoro, la Lega dal canto suo propone un disegno di legge sui salari. Come se si potesse dimenticare che la destra in Parlamento, presentando emendamenti e modifiche, ha archiviato la proposta di salario minimo presentata dalle opposizioni e che la maggioranza aveva considerato come testo su cui lavorare, rinviando ad una legge delega che ancora non si è vista. Il risultato è che la destra in Parlamento, che ha una maggioranza molto ampia, sull’aumento dei salari per ora si è voltata dall’altra parte. All’orizzonte immediato non c’è nulla, se non promesse e invece l’appello di Mattarella, lanciato in maniera accorata questa mattina davanti alla ministra del Lavoro, evidenzia una realtà drammatica, da un lato le morti sul lavoro che ancora oggi hanno contato un’altra vittima, dall’altra i salari così bassi, che non aumentano quanto aumenta invece l’inflazione e che impoveriscono le famiglie, “le famiglie non reggono l’aumento del costo della vita” ha detto il Presidente della Repubblica. Il lavoro che manca, la dignità rappresentata dal diritto ad avere un lavoro, i salari e la sicurezza sono le questioni che Mattarella ha messo al centro del suo discorso per celebrare il primo maggio, con dati pesanti, secondo Save the Children le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono quasi 748 mila, il 12 per cento, tra le più colpite ci sono quelle con tre o più figli più figli e quelle monogenitoriali.

  • Autore articolo
    Anna Bredice
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

    Pubblica - 14-01-2026

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    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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