“Milano resta antifascista”. In migliaia per lo studente aggredito in via Einstein

Il presidio in via Einstein è diventato subito un corteo diretto verso l’Università Statale di Milano.
Almeno tremila persone hanno risposto all’appello lanciato dai collettivi del liceo Einstein e del liceo Berchet. “Milano antifa” è scritto sullo striscione in testa al corteo. Dietro, lo spezzone più numeroso formato da studenti delle scuole superiori milanesi. A seguire lo striscione dell’Anpi, le bandiere dei sindacati, di partiti politici di centrosinistra e di sinistra.
“Siamo tuttə antifascistə”, “fuori i fascisti da Milano” sono tra i cori più ripetuti. Nel giro iniziale attorno al liceo Einstein e all’istituto Verri, qualcuno si è fermato a staccare ancora quello che resta dei manifesti di Blocco Studentesco, quelli strappati poco prima che un gruppo di 12 persone, nella notte tra il 28 e il 29 settembre, aggredisse uno studente universitario.
“Un’aggressione che non va vista come un caso isolato. Ci sono politici che dicono che il fascismo sia finito più di 80 anni fa e alimentano un clima che legittima questa violenza” è stato detto in uno degli interventi al microfono.
“Gli unici stranieri i fascisti nelle scuole” afferma uno dei messaggi portati in piazza. Un corteo che è una dichiarazione collettiva, un gesto concreto di presenza, di partecipazione. Un “no” al fascismo, un “no” alla violenza. L’appello lanciato dagli studenti è stato raccolto da migliaia di milanesi, consapevoli che un’aggressione del genere riguarda tutti e tutte. Il messaggio che hanno lanciato è riassunto nelle parole di una studente in manifestazione: “Milano è e deve restare antifascista”.
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