Radio Popolare Home
sostienici

Milano: in 200 con ombrelloni e salvagenti per chiedere la riapertura della piscina Scarioni

28 maggio 2026|Chiara Manetti
CONDIVIDI
Milano: in 200 con ombrelloni e salvagenti per chiedere la riapertura della piscina Scarioni

Tra ombrelloni, gonfiabili, salvagenti e bagnanti in costume, cuffia e ciabatte, quel che manca in via Valfurva è solo la riapertura del centro balneare Scarioni. Duecento persone si sono radunate davanti ai cancelli chiusi dell’impianto, nel quartiere Niguarda di Milano, chiuso dal 2018. Solo il diluvio che si è abbattuto sulla città in serata ha interrotto il flash mob organizzato dall’associazione ‘Sai che puoi?’, che si è riunita davanti alla struttura insieme al Comitato Amici della Scarioni e ai cittadini del quartiere. Alle ringhiere arrugginite del centro balneare sono appesi i manifesti della campagna ‘Milano Balneare’, che ha già raccolto oltre 12mila firme, per chiedere non solo la riapertura della Scarioni, e il mantenimento della sua gestione pubblica, con le tariffe di MilanoSport, ma anche l’apertura alla balneazione estiva e gratuita della Darsena e del lago del Parco Nord. La preoccupazione degli attivisti riguarda il rischio che la Scarioni venga affidata per 42 anni alla società spagnola GoFit. Un progetto che – denunciano – non comporterebbe una semplice riqualificazione dell’impianto, ma un vero e proprio stravolgimento: la riduzione delle vasche da tre a una, la demolizione dell’edificio storico, la costruzione di una palestra privata e di un parcheggio multipiano, oltre all’aumento dei prezzi d’ingresso. Che, in una zona caratterizzata da un’alta presenza di edilizia residenziale pubblica, significa privare i cittadini di un presidio sociale essenziale. Secondo i promotori della protesta, non è vero che il Comune non abbia le risorse per intervenire direttamente sulla struttura: bisogna solo voler investire in una risorsa necessaria soprattutto per i più giovani e per le persone più fragili, in una città dove le estati diventano ogni anno più torride. Una mobilitazione che richiama quella organizzata lo scorso anno davanti alla piscina Argelati e che, secondo gli attivisti, contribuì alla scelta del Comune di mantenere pubblica la gestione dell’impianto in zona Navigli.

Segui Radio Popolare su