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Iran, raggiunto l’accordo preliminare. Ma manca ancora il via libera di Trump

28 maggio 2026|Roberto Festa
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Trump

La bozza che circola in queste ore è comunque molto simile a quella su cui si discute da giorni. Il punto principale è la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione “senza restrizioni”. Quindi, come ha spiegato un funzionario Usa ad Axios, l’Iran dovrà rinunciare a “pedaggi e molestie” alle imbarcazioni commerciali, rimuovendo tutte le mine dallo Stretto entro trenta giorni. Anche gli Stati Uniti dovranno revocare il loro blocco navale, ma solo in proporzione al ripristino della navigazione commerciale. Gli Stati Uniti concederanno inoltre, oltre allo sblocco dei beni iraniani, alcune deroghe alle sanzioni per consentire all’Iran di vendere petrolio. L’obiettivo sarebbe quello di riportare il traffico commerciale nello Stretto ai livelli prebellici entro 30 giorni e di avviare negoziati, che si prevede dureranno fino a 60 giorni, sul futuro del programma nucleare iraniano. Questi includerebbero discussioni sulle scorte di uranio altamente arricchito, una sospensione temporanea dell’ulteriore arricchimento e la supervisione da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. L’Iran rinuncerebbe all’uso di armi nucleari.
Il presidente Usa ha passato il testo a Benjamin Netanyahu, che ha combattuto al suo fianco e che è direttamente coinvolto nell’intesa. È però all’interno degli Stati Uniti che Trump deve ora cercare il sostegno al piano. Da giorni i “falchi” repubblicani mettono in guardia contro eccessive concessioni a Teheran. C’è, soprattutto, da far digerire all’opinione pubblica americana una verità difficile. L’amministrazione ha combattuto una guerra devastante per ottenere, alla fine, poco più di quello che aveva all’inizio.

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