Midterm, i protagonisti del trionfo democratico

Diciamo che alla fine non c’è stata, come si temeva da parte repubblicana, la temuta sconfitta. C’è stata la disfatta, c’è stato il bagno di sangue, come ha detto uno stratega democratico. I democratici sbaragliano il GOP, il Grand Old Party, il partito repubblicano, titola questa mattina il New York Times. Se il partito repubblicano esce quindi devastato da queste elezioni, e deve ripensare molte cose di quello che è stato e di come ha operato in questi anni di governo Trump, qualcosa di simile succede, su un piano molto diverso ai democratici. Allora, sono ovviamente proprio gli anni di Donald Trump ad aver creato i presupposti per la crescita di una nuova leva, di una nuova generazione di politici democratici. L’ascesa di Donal Trump rivela ANCHE i limiti della vecchia leadership democratici e fa emergere una nuova classe dirigente democratica, prima a livello locale e statale, poi a livello nazionale, che è quanto è avvenuto ieri, con le elezioni di midterm e l’elezione a Camera e Senato di molti politici democratici “nuovi”, come si dice, ma che in realtà sono anni che lavorano, nei territori, con i loro gruppi, su differenti questioni. Allora, anche qui bisogna fare qualche distinzione, perché si prendono politici come Jon Ossof come nomi nuovi, cosa che non è, perché Ossof, 39 anni, un ex giornalista investigativo, è senatore da 6 anni. Diverso è il caso di altri Democratici usciti vincitori dal voto di ieri. Eccone alcuni: James Talarico: 37 anni, ex insegnante ed esponente dell’ala progressista, che ha ottenuto una storica vittoria in Texas battendo il repubblicano Ken Paxton. Forse la sua è l’affermazione più importante, considerato quello che il Texas rappresentava per i repubblicani. E poi, Abdul El-Sayed: Ex funzionario della sanità pubblica, con la sua vittoria in Michigan diventa il primo senatore di fede musulmana nella storia degli Stati Uniti, trainato dal forte consenso tra i giovani sui temi economici. C’è Amy Acton: Ex responsabile della sanità dell’Ohio durante la pandemia di Covid-19, diventa la prima donna a guidare lo Stato. Ancora, Annie Andrews: Dottoressa e figura speculare ad Acton nella costruzione del consenso, ha conquistato una vittoria rilevante in South Carolina, feudo repubblicano di Lindsey Graham per decenni. Ancora, Josh Turek: Campione paralimpico di basket, ha vinto un seggio al Senato in Iowa, Stato tradizionalmente conservatore, repubblicano. C’è Chris Pappas, che vince il seggio al Senato in New Hampshire e diventa il primo senatore dichiaratamente gay a Capitol Hill, conducendo una campagna incentrata sul contrasto al carovita e sull’assistenza sanitaria. Ci sono i socialisti democratici Daraliza Avila Chevalier e Melat Kiros, altre candidate espressione delle correnti più a sinistra e socialiste, focalizzate su sanità pubblica universale, diritti dei lavoratori e critica alla politica estera USA. C’è Nithya Raman, che sembra destinata a diventare sindaca di Los Angeles, battendo non a caso una democratica della vecchia guardia. C’è Gina Hinojosa, la nuova governatrice del Texas. Insomma, sono tanti i volti, diverse le storie, molte le appartenenze. C’è da dire che, forse, c’è un legame che unisce di molti di questi. Professioni nell’amministrazione pubblica, medici, avvocati, insegnanti. E poi, opinioni che rimandano a una concezione forte dello stato sociale che punta molto sugli investimenti in sanita, educazione, ambiente.
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