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Mercedes Sosa, l’artista argentina che cantava la libertà e la lotta contro dittatura e oppressione

27 marzo 2026|Marcello Lorrai
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Mercedes Sosa

Per molti il nome di Mercedes Sosa è legato soprattutto a Todo Cambia, la canzone che molti hanno scoperto attraverso la colonna sonora di Habemus Papam, il film del 2011 di Nanni Moretti. Todo Cambia è una canzone dell’America latina che ha resistito contro le dittature, e la vicenda artistica e la carriera di Mercedes Sosa fin dalla seconda metà degli anni cinquanta sono profondamente intrecciate con l’universo popolare, l’impegno politico e le lotte in America latina.

In coincidenza con l’anniversario del golpe che il 24 marzo del 1976 in Argentina portò al potere i militari, le Madri di Plaza de Mayo sono tornate in piazza a Buenos Aires come fanno regolarmente da cinquant’anni per chiedere di conoscere la sorte dei loro cari, desaparecidos durante la dittatura: e con la sua voce Mercedes Sosa ha affiancato politicamente e poeticamente la tenace mobilitazione delle Madri di Plaza de Mayo.

Todo Cambia è una canzone scritta nel 1982 dal cantautore cileno Julio Numhauser durante il suo esilio in Svezia dopo il golpe di Pinochet nel suo paese: è una dichiarazione d’amore da lontano per la patria, un amore che rimane immutato malgrado un mondo intorno in cui “tutto cambia”: Mercedes Sosa poteva ben capire lo stato d’animo di Numhauser, perché era da poco rientrata dall’esilio a cui nel ‘79 era stata costretta dalla situazione in Argentina. Alle spalle Mercedes Sosa aveva già più di un quarto di secolo di carriera. Era emersa alla fine degli anni cinquanta nella fase in cui, come effetto dell’industrializzazione e dell’inurbamento di grandi masse contadine, si era affermata la musica di matrice folclorica, ridimensionando l’egemonia del tango.

Nel ‘63 Sosa è tra gli artisti che danno vita al Movimiento del Nuevo Cancionero, alle cui idee resterà sempre fedele; significativo il titolo di un suo album del ‘66, Yo no canto por cantar. Negli anni sessanta si avvicina al Partito comunista, nella seconda metà del decennio comincia ad esibirsi negli Stati Uniti e in Europa, nel ‘71, durante il governo di Salvador Allende, dedica un album alla cilena Violeta Parra, nel ‘72 pubblica un disco intitolato Hasta la victoria. Todo cambia esce nell’84 in un album di forte impegno di Sosa, Será posible el Sur? La canzone che dà il titolo all’album contiene un trasparente riferimento alle Madri di Plaza de Mayo: molto sintetico, il testo evoca gli omicidi e la repressione, e parla della memoria, una memoria che rischia di essere offuscata, resa opaca dal tempo che è passato, e dalle difficoltà materiali della vita quotidiana.

“Sarà possibile il Sud?, domanda Mercedes Sosa: con “Sud” intendendo un continente libero, consapevole di sé, che non sia condizionato da quel Nord, da quegli Stati Uniti che hanno pilotato i golpe in America latina. Será posible el Sur? è una canzone non retorica: Mercedes Sosa non dà una risposta, e il brano contiene anzi un’ombra di pessimismo. La domanda di Mercedes Sosa si ripropone nell’Argentina di oggi, dove guarda caso i salari – citati da Mercedes Sosa nella canzone – sono miserabili come allora, e molto più tempo è passato a fare nebbia alla memoria. La risposta è solo nelle lotte, come quella delle Madri di Plaza de Mayo che continuano a chiedere verità e giustizia, oggi anche contro il bieco negazionismo di Milei sui misfatti della dittatura, e che con la loro ostinazione catalizzano il malcontento, contro un iperliberismo così affine alle ricette economiche degli anni dei generali.

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