Meloni studia la linea dopo lo strappo con Trump: tenere il punto, senza rompere con gli Usa

Cavalcare il più possibile l’onda di chi difende l’interesse dell’Italia. Giorgia Meloni offesa, umiliata da Trump e, dunque, anche sconfitta nel tentativo di riposizionarsi come sua amica alleata, ora cerca di difendere l’orgoglio nazionale, ma è una reazione dell’immediato perché le prossime settimane la costringeranno a decidere seriamente come comportarsi con gli Stati Uniti su tanti fronti, compreso quello delle armi, il 5% del PIL promesso a Trump.
Ieri, a sorpresa, Meloni è andata a Gemona per partecipare al raduno degli alpini, quale migliore occasione per rivendicare da lì che come presidente del Consiglio segue solo l’interesse del Paese, soprattutto per riprendersi un po’ la scena che si era fatta molto sbiadita nei confronti di Vannacci. “Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale” ha detto, mentre Trump ancora tornava sull’argomento delle basi italiane non concesse per attaccare l’Iran, forse cercando nell’Italia il capro espiatorio per un accordo con Teheran che non lo vede così vincente. Ma a Roma, quello che si tenta di fare, è di separare il presidente Trump degli Stati Uniti, per non mettere a rischio, soprattutto, le intese commerciali tra Roma e Washington e, quindi, i ministri saranno tutti al ricevimento a Roma il 2 luglio, ma anche questa è una scelta di corto respiro.
Meloni ha rinunciato per sempre a rappresentarsi come la più trumpiana degli europei? Ora sembrerebbe di sì, ma se è così, vuol dire che in Europa deve cambiare completamente strategia, diventare insieme a Francia, Spagna e Germania un nucleo di Paesi che difende l’Europa dal tentativo di Trump di schiacciarla. Oggi ci sarà un consiglio dei ministri, forse è l’occasione per parlarne con Salvini e Tajani che con Trump hanno sempre avuto due posizioni diverse. Salvini ora spinge per chiudere il caso, Tajani difende il commercio con gli Stati Uniti, ma non Trump.
Articoli correlati


