Meloni-Rubio, un incontro per ricucire, ma l’abbraccio a Trump non paga più come prima

“Una visita di cortesia”, così il protocollo definisce l’incontro che avverrà tra poco tra Giorgia Meloni e il segretario di Stato Rubio, un colloquio però molto importante che la presidente del Consiglio ha concesso come fosse un favore a Rubio perché dal punto di vista politico e mediatico è funzionale dimostrare che si tratta di un interesse statunitense, riallacciare i rapporti con Meloni, soprattutto se è un rapporto basato sulla fedeltà di Roma agli Stati Uniti di Trump. Ma da quando è iniziato l’attacco USA all’Iran Meloni sta cercando di allontanarsi, anziché avvicinarsi a Trump: le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz sui carburanti e sull’aumento generale dei prodotti è un prezzo che sta pagando a livello di consenso.
L’incontro avviene il giorno dopo il colloquio di Rubio col Papa, l’obiettivo principale della sua missione. Gli attacchi di Trump a Leone XIV hanno costretto Meloni dopo un giorno di silenzio a difendere il pontefice e contestare il tycoon americano, né è seguita la chiusura dell’uso delle basi agli aerei per attaccare e le minacce statunitensi. Eppure oggi Meloni dovrà, comunque, ribadire che l’alleanza con gli Stati Uniti è importante, ma in un accordo più generale insieme ai partner europei.
È un caso, ma oggi Schlein inizierà il suo viaggio negli Stati Uniti e incontrerà Obama. La rivalità, la competizione tra le due leader si misura anche sui rapporti con gli Stati Uniti, guardando oltre e dopo Trump. Dopo l’incontro con Meloni, Rubio incontrerà il suo omologo Tajani e probabilmente anche Crosetto, a rimanere fuori dall’agenda colui che più avrebbe desiderato la foto opportunità con Rubio e, cioè, Salvini.
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