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Meloni indebolita dopo il referendum e in imbarazzo su Sigonella: fine legislatura in salita

31 marzo 2026|Anna Bredice
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Meloni

Ci sono tanti argomenti che Giorgia Meloni dovrà affrontare giovedì prossimo, 9 aprile, nel suo primo intervento pubblico e insieme parlamentare dopo la sconfitta al referendum. Per ora si è limitata a cacciare i più impresentabili, ma una rotta precisa questo Governo, che sembrava navigasse in acque sicure, ora non l’ha più. Andare avanti fino alla fine della legislatura con misure spot per affrontare la crisi dei consumi e l’aumento dell’inflazione, sostituire le caselle vuote con il minimo indispensabile, per non fare un vero rimpasto che richiederebbe passaggi rischiosi e per non cambiare troppo gli equilibri tra i partiti, nel frattempo provare a modificare la legge elettorale. Questa appare la strada, ma a differenza di solo un mese fa ora c’è una presidente del Consiglio che fugge anche dal voto in Parlamento e che non appare più così sicura e forte. Farà quindi un’informativa il 9 aprile, senza voto dunque, nonostante le opposizioni lo chiedano perché dovrà affrontare anche temi di politica internazionale, il conflitto in Iran e l’esito del Consiglio europeo di marzo e soprattutto non potrà evitare di spiegare quale sia ora il rapporto tra Roma e Washington. Nel voto negativo del referendum probabilmente ha pagato anche la delusione nel suo elettorato per il caro benzina, l’aumento dell’inflazione dovuto alla guerra in Iran, ma da qui a prendere le distanze da Donald Trump è ancora presto. Certo, Giorgia Meloni potrà utilizzare il caso Sigonella come prova di orgoglio nazionale: il ministro Crosetto ha negato l’uso della base statunitense ai caccia americani, ma la nota uscita poco dopo da Palazzo Chigi sembra dettata soprattutto dalla necessità di non turbare troppo l’alleato americano. I rapporti non cambiano scrive il Governo, si valuta caso per caso e non c’è bisogno di un nuovo confronto in Parlamento, questo è in sostanza la sintesi della nota. Il rischio, però, è che rimanga un tratto di ambiguità in queste mancate autorizzazioni e sorvoli non comunicati.

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