L’operazione San Siro per Inter e Milan è stata come segnare un gol a porta vuota

Tornare indietro ora è impossibile, la vendita è stata fatta e solo provvedimenti più restrittivi della magistratura potrebbero forse metterla in discussione. E i supporter dell’operazione San Siro – il sindaco Sala e il Pd milanese – anche se potessero non tornerebbero indietro, come si capisce dalle dichiarazioni fatte al termine di una giornata iniziata con la notizia di nove indagati per la vendita dello stadio. “Abbiamo agito per il bene di Milano, aspettiamo l’esito delle indagini”. Ma le critiche politiche all’operazione San Siro erano arrivate ben prima delle accuse odierne della magistratura. In questi sei anni si sono espressi personaggi noti e meno noti, sportivi e non, elettori di sinistra, ma non solo. Tutti diecevano un po’ la stessa cosa: troppi vantaggi per i privati in questa operazione, troppo pochi per i cittadini. Ma sono rimaste voci inascoltate.
Ora arriva il carico da 90 della magistratura a gettare ulteriori ombre sull’operazione. L’accusa è che in questi lunghi sei anni, dal 2019 al 2025, venditore (il Comune di Milano) e compratore (Inter e Milan) si siano messi d’accordo, a vantaggio del compratore. Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Il film è simile a quello che abbiamo visto anche con l’urbansitica: quando la politica volta le spalle ai cittadini, i cittadini protestano e se non trovano ascolto si rivolgono alla Procura. È stata la storia dei ricorsi per i grattacieli facili, è la storia dello stadio e della speculazione immobiliare che gli sta attorno. Il Pd milanese oggi non commenta, ma sa che una fetta del suo elettorato aveva criticato questa operazione per questioni di merito e metodo, ben prima delle questioni legali sollevate ora. AVS ribadisce tutte le critiche politiche fatte da sempre all’operazione, così fanno anche i 5 Stelle. Chi si è opposto in questi anni producendo gli esposti che hanno dato il via all’inchiesta della Procura dice che la partita non è ancora finita. Fino ad ora per Inter e Milan è stato come segnare gol a porta vuota: tutto quello che hanno chisto, lo hanno ottenuto. Lecitamente o no, lo dirà un giorno un giudice.
Le dichiarazioni
Beppe Sala: “Al momento non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Inoltre va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche. Detto ciò, attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici hanno operato in buona fede e per il bene di Milano Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico”. Lo dichiara il sindaco Milano Giuseppe Sala in merito all’indagine della Procura sulla cessione dello stadio Meazza e dell’area di San Siro a Milan e Inter.
Pd a Palazzo Marino: “A differenza di altre forze politiche, presenti o meno a Palazzo Marino, che provano a strumentalizzare le elettoralmente le inchieste, come gruppo Pd non siamo soliti commentare le indagini della magistratura, d’altra parte non ne conosciamo il merito. Aspettiamo l’esito, nel rispetto dei ruoli, fino a prova contraria della buonafede e del lavoro di tutti, con l’auspicio che si risolva tutto in tempi ragionevoli. Rileviamo il lavoro svolto in questi anni dal Consiglio comunale, nell’interesse di Milano, affinché il progetto sullo stadio mantenga le prescrizioni volute e votate dall’Aula sui limiti di edificabilità e sulla massima riduzione dell’impatto ambientale dei lavori. Tutte domande che come Gruppo abbiamo intenzione di monitorare anche nelle fasi successive di sviluppo”. Così il gruppo Pd a Palazzo Marino.
Verdi: “Sull’operazione San Siro siamo sempre stati contrari. Abbiamo detto che si trattava di un’operazione sbilanciata a vantaggio dei privati, che era sbagliato schiacciarsi sull’interesse delle squadre. Non ci hanno ascoltato. Abbiamo anche proposto, con un ordine del giorno, di indire una manifestazione di interesse davvero aperta e competitiva. Lo hanno bocciato. Ora non sappiamo se l’impianto accusatorio della Procura verrà confermato: come sempre, ci rimettiamo al giudizio della magistratura”: lo affermano i consiglieri comunali dei Verdi, Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara in merito alla nuova inchiesta della Procura sulla cessione del Meazza e delle aree limitrofe. “Se la turbativa d’asta venisse confermata, sarebbe un fatto grave e chi ha sostenuto e questa condotta operazione dovrebbe assumersene la responsabilità. Ma la conclusione politica resterebbe la stessa a cui eravamo arrivati già più di sei mesi fa: era ed è un’operazione ad esclusivo vantaggio dei privati”, concludono.
Sinistra Italiana: “Le notizie emerse oggi sulla vicenda di San Siro confermano la necessità di mantenere una posizione politica chiara e rigorosa. Come Sinistra Italiana abbiamo già espresso un giudizio critico rispetto alla scelta di procedere alla vendita di un bene pubblico così rilevante per la città. Ribadiamo questa valutazione: San Siro non è un bene qualsiasi ma un patrimonio collettivo, la cui gestione e destinazione sarebbero dovute essere orientate all’interesse pubblico e alla massima trasparenza. Al tempo stesso, riteniamo però necessario distinguere con nettezza il piano politico da quello giuridico. Sul piano politico il nostro giudizio resta critico. Sul piano giuridico, invece, ogni valutazione sulla legittimità delle procedure adottate spetta esclusivamente alla magistratura, che è e deve restare terza e imparziale. Sarà quindi la magistratura a valutare la correttezza e la legittimità degli atti, nel pieno rispetto delle garanzie individuali. Noi continueremo a svolgere fino in fondo il nostro ruolo politico, ribadendo la nostra posizione di contrarietà alla vendita dello storico stadio di Milano ma anche vigilando e ribadendo la necessità di scelte trasparenti e partecipate”. Lo dichiara Giuseppe Roccisano, segretario provinciale di Sinistra Italiana Milano.
Comitato Referendum x San Siro: “Il Comitato Referendum x San Siro è nato per dare alla cittadinanza la possibilitá di esprimersi su un tema a noi caro: lo stadio Meazza.
Il nostro referendum abrogativo chiedeva di abrogare la delibera che sanciva il cosiddetto “interesse pubblico” nella vendita dello stadio.
Negli anni abbiamo visto il nostro quesito respinto, abbiamo fatto ricorso al tribunale e abbiamo vinto, abbiamo insistito sulla questione del vincolo del ministero dei beni cultuarali presentando evidenze sul primo anello. Ne abbiamo fatte veramente di tutte per cercare di dimostrare che non vi era interesse pubblico dietro l’operazione San Siro.
Particolare il ricordo in cui il comitato dei garanti del comune di Milano ci ha fatto incontrare anche i titolari delle squadre di Inter e Milan. Nella conferenza stampa che ne è seguita abbiamo pubblicamente manifestatato il nostro stupore non comprendendone la ratio.
Perché un comitato di cittadini deve relazionarsi con i referenti delle squadre di calcio che vogliono comprare e abbattare lo stadio?
Oggi, di fronte al terremoto a cui assistiamo, ci chiediamo quanto avessimo ragione, e quanto faticosamente siamo ancora qui a tenere in piedi un ricorso al TAR, spendendo soldi che non abbiamo, e continuando a chiedere: dov’è’ l’interesse pubblico in tutta questa operazione?
Non sta a noi certamente giudicare. Per quello ci sono i luoghi e le persone adeguate, ma quanto sta accadendo è sotto gli occhi di tutti, e il giudizio politico non puó che essere uno solo: avevamo ragione noi. E adesso?”.
Azione: “Milano negli ultimi 15 anni si è affermata come capitale europea e un nuovo stadio era necessario. La politica sia all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte”. Lo spiega in una nota il segretario milanese di Azione, Francesco Ascioti, commentando gli sviluppi dell’indagine sulla vendita dello stadio di San Siro. “Esprimiamo massimo rispetto per la magistratura e per il lavoro della Procura della Repubblica pur esprimendo preoccupazione per la situazione in cui ci troviamo perché la Procura è intervenuta in quella zona grigia su cui aspettiamo ancora una risposta dal Parlamento – aggiunge -, che da anni deve chiarire la corretta applicazione delle regole la cui violazione viene oggi contestata”. “Ribadiamo la necessità di riconoscere alla città di Milano poteri speciali che siano idonei ad affrontare le complessità con cui il sindaco e la giunta si misurano ogni giorno e che siano adatti ad amministrare, anche in chiave metropolitana – conclude -, una grande città internazionale come la nostra”.
Continua la lettura


