L’Europa ricorda il massacro di Buča. La guerra in Ucraina va avanti

I ministri degli esteri dell’Unione Europea si sono trovati a Buča per ricordare il massacro di civili compiuto dalle truppe russe quattro anni fa. Centinaia di persone vennero trovate nelle fosse comuni, molti con le mani legate, un colpo di pistola alla nuca, altri torturati prima di essere uccisi. Nell’aprile di 2022, Vladimir Putin avrebbe poi conferito un’onorificenza militare alla 64esima brigata di fucilieri motorizzati, l’unità dell’esercito che sarebbe stata responsabile della strage.
L’anniversario arriva in un fase della guerra di apparente stallo. I combattimenti proseguono. In alcune zone del lunghissimo fronte, i soldati di Mosca tentano di guadagnare terreno. In alcuni casi, gli ucraini recuperano le posizioni, in altri, semplicemente resistono. Di fatto, nel corso degli ultimi mesi, i russi non hanno fatto alcuna conquista strategica. Pokrovsk, presa dopo 21 mesi di assalti, con un prezzo altissimo in termini di vite umane, è ora controllata dai russi, ma la sua conquista non ha portato ad alcun vero cambiamento nell’andamento del conflitto. Lo sforzo maggiore è indirizzato verso le fortezze del Donbass: Sloviansk, Kramatorsk e Kostjantynivka. Le truppe russe hanno iniziato l’assalto a quest’ultima città, ma l’avanzata è lentissima. Il Cremlino ha ripetuto che gli obiettivi della guerra non sono cambiati.
Con il conflitto in Iran, Putin può beneficiare dell’aumento del prezzo del petrolio e del gas. Per Mosca si tratta di una boccata d’ossigeno, un fattore che può permettere di pompare soldi nella macchina bellica senza andare a toccare ancora altre voci del bilancio statale. Gli ucraini speravano in un crollo dell’economia russa per porre fine al conflitto. Inoltre sono preoccupati del fatto che le armi americane che gli europei compravano per conto di Kyiv potrebbero essere dirottate verso il Golfo Persico. Volodymyr Zelensky non ha più fiducia in una soluzione guidata da Donald Trump. Settimana scorsa ha detto con chiarezza quale è il piano americano: gli ucraini cedono il Donbass e in cambio hanno le garanzie di sicurezza richieste. Un passo che Zelensky non intende fare. La guerra quindi proseguirà almeno un altro anno.
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