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Meloni condanna i fatti gravi del 25 aprile tranne uno: lo sparatore di estrema destra

26 aprile 2026|Luigi Ambrosio
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25 aprile Roma

Forse Giorgia Meloni non legge i giornali e quindi non sa che un uomo ha sparato contro due manifestanti che erano andati al corteo del 25 aprile a Roma. E non sa che l’uomo, che ha usato una pistola a pallini e che era vestito con una mimetica, è sospettato di appartenere all’area dell’estrema destra. Se lo sapesse, immaginiamo che avrebbe aggiunto pure questo episodio alla lista delle stigmatizzazioni che ha snocciolato sui social. Meloni ha puntato il dito sui fatti gravi accaduti il 25 aprile: la cacciata dai cortei in diverse città di persone che avevano con sé la bandiera ucraina; la contestazione alla Brigata Ebraica a Milano che ha costretto lo spezzone a lasciare il corteo; i cartelli in memoria delle foibe imbrattati. Ma guarda caso ha omesso la sparatoria di Roma.
Forse non lo sapeva dai.
O forse lo sapeva benissimo ma ha pensato: “che saranno mai due pallini ad aria compressa”.
O più probabilmente lo sapeva ma ha escluso dalla lista la sparatoria di Roma per una precisa scelta politica. Per buttare fango sugli avversari gli episodi che ha citato nel suo post vanno benissimo mentre la sparatoria di Roma non può essere imputata loro. Anzi, rimanda direttamente al mondo della destra radicale, da cui Meloni non intende prendere le distanze. Non fino al punto da condannare un gesto criminale che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori sul piano concreto e che è inaudito sul piano politico. Ci sono aree politiche in Italia che ritengono legittimo sparare sul 25 aprile. E c’è una presidente del Consiglio che si gira dall’altra parte quando accade.

 

X di Giorgia Meloni su 25 Aprile

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