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Meloni, con Trump da bellissima donna a groupie il passo è breve

20 giugno 2026|Lorenza Ghidini
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Giorgia Meloni risponde a Donald Trump

“Le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate”. Francamente, viene da credere a Giorgia Meloni, che ha smentito di aver implorato il suo ex amico, prima di rispondergli a brutto muso che comunque l’Italia non implora nessuno.
Qual è oggi la credibilità del presidente degli Stati Uniti? Rasenta lo zero, anche sui dossier più importanti – figurarsi su un incontro informale di cui non ci sono testimoni. Trump non è nuovo a uscite offensive nei confronti degli altri capi di Stato (Starmer che “non è Churchill”, Merz che “non sa quel che dice”), ma certamente con Meloni è stato più che mai sprezzante, e l’Italia – l’intero paese – non ha potuto far finta di niente. Se dalla sinistra, come dal Quirinale, è arrivata la giusta solidarietà, dalla destra l’atteggiamento è quello di un’amante tradita. Il disprezzo di Trump a Roma pesa più che in Gran Bretagna, in Germania o in Francia perché dal nostro Governo il presidente statunitense è stato blandito, coperto nelle sue avventure più spregiudicate, giustificato fino al limite del ridicolo (come quando Salvini disse che i dazi Usa avrebbero fatto bene all’economia italiana). Arriveranno presto anche per Giorgia Meloni parole di segno opposto da Washington, come succede sempre con Trump. Qualche mese fa, in un contesto ufficiale, l’aveva pubblicamente definita “una bellissima e giovane donna”, e lei lo aveva ringraziato a mani giunte. Ma, intanto, l’umiliazione brucia. Chissà che non porti consiglio.

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