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Meloni cerca sponde in Europa per sforare il Patto di stabilità

23 aprile 2026|Redazione
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Meloni Cipro ANSA

La Commissione Europea si aspetta entro l’autunno dall’Italia un piano dettagliato per rientrare dalla procedura per disavanzi eccessivi. Ma la strada che vuole seguire il governo Meloni è però un’altra. Cercare un allentamento delle misure europee – cioè una sospensione delle regole del Patto di stabilità – provando a giustificarlo con l’impatto della guerra in Medio Oriente sull’economia europea.

La Commissione per ora si oppone, perché non ci sono ancora le condizioni per una misura così estrema, che richiede la recessione economica o un riconoscimento generale che sono in atto condizioni eccezionali come fu la pandemia Covid.

Anche i cosiddetti Paesi frugali – cioè i nordici, Paesi Bassi e Austria – sono fortemente contrari, mentre è da testare la posizione della Germania. Berlino ha visto crescere il rapporto deficit/PIL sopra il 3%, soprattutto a causa dell’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa, e non è ancora in procedura per disavanzi. Ma il governo Meloni potrebbe provare a convincere il cancelliere Merz che un allenamento delle regole europee andrebbe anche a suo vantaggio.

Altre sponde potrebbero essere cercate anche tra gli altri dieci Stati Ue che hanno sforato il tetto del 3%, in particolare quelli con i dati più alti, come Romania, Polonia, Belgio e Francia. A costo di andare allo scontro con la Commissione e i frugali.

Federico Baccini, da Bruxelles

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