Atm, la candidatura del dg del Comune Malangone fa discutere il centrosinistra

Sono i giorni decisivi per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Atm. Gli incarichi scadono a fine mese e i nomi di alcuni candidati stanno facendo discutere. In particolare tra chi potrebbe entrare a far parte del CdA dell’azienda del trasporto pubblico milanese, partecipata al 100% dal Comune di Milano, c’è il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone.
Al di là del possibile doppio incarico, Malangone figura anche tra gli indagati nelle inchieste sull’urbanistica e sulla vendita di San Siro a Inter e Milan, è uomo molto vicino al sindaco Sala. La sua possibile nomina viene vista come un passo che potrebbe creare commistioni tra controllante, cioè il Comune di Milano, e controllata, Atm. Domani se ne parlerà in una commissione congiunta Mobilità e Controllo enti partecipati del Comune.
Alessandro Giungi è consigliere comunale del Pd e fa parte della commissione controllo enti partecipati.
Sullo sfondo c’è anche la gara per la concessione del trasporto pubblico locale, in scadenza a fine anno. Voci insistenti parlano di un accordo tra Atm, la grande azienda del settore delle costruzioni WeBuild e la multinazionale Hitachi. Se questa cordata ottenesse la concessione, i privati entrerebbero nella gestione dei trasporti milanesi.
“Un’operazione inaccettabile”, dice Elena Comelli della segreteria milanese di Sinistra Italiana.
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