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Con fermezza e moral suasion, Sergio Mattarella piega il Governo sulla norma dei rimpatri assistiti

23 aprile 2026|Michele Migone
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Sergio Mattarella e Giorgia Meloni

Con un misto di ‘moral suasion’ e di fermezza, Sergio Mattarella ha risolto il pasticcio creato dalla Destra sul decreto sicurezza, determinando una road map che non salva il Governo dalla figuraccia, ma che evita uno scontro istituzionale, un conflitto che il Quirinale non ha certo voglia di iniziare, ma che, soprattutto, al Governo non conviene assolutamente fare, vista la credibilità e la forza politica del capo dello Stato.Dopo aver stoppato la Destra sulla norma – perché palesemente incostituzionale – che prevedeva un premio per gli avvocati che ottenessero il rimpatrio volontario assistito di un migrante, Mattarella ne ha ottenuto la modifica attraverso un apposito decreto che il consiglio dei ministri approverà subito dopo il via libera della Camera al Dl Sicurezza. Da Giorgia Meloni il presidente della Repubblica ha avuto l’assicurazione che i due provvedimenti verranno portati insieme al Quirinale e che, dopo la loro firma, verranno pubblicati contemporaneamente sulla Gazzetta Ufficiale, in modo che il secondo, il decreto, annulli la norma contestata da Mattarella, contenuta nel primo, il Dl Sicurezza. Rimarrà un precedente per i prossimi inquilini del Quirinale. Ma rimarrà anche un promemoria per l’ultimo anno di legislatura per il Governo. Di fronte a una situazione economica molto difficile, nel mezzo di una guerra che rischia di aggravarla, con il fallimento dei due modelli proposti, Orbàn e Trump, in mancanza di una politica sui grandi temi, il Governo – e la maggioranza che lo sorregge – non sanno fare altro che ripiegare sulla questione identitaria per cercare di mantenere il consenso. Ma, alla ricerca del colpo ad effetto, con una cultura di scarso rispetto delle regole, vengono fuori norme come quelle bocciate dal Quirinale. Giorgia Meloni sa molto bene che però non può andare allo scontro. Sergio Mattarella non solo gode del consenso della maggior parte degli italiani, ma è anche il punto di riferimento dell’establishment politico ed economico dentro e fuori i confini. Nell’anno che precede le elezioni, per lei sarebbe solo un autogol, forse il peggiore che potrebbe fare.

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