Approfondimenti

Mekong, dopo il summit di Sanya

«Se tutti i progetti legati alla nuova Via della Seta fossero approvati e se tutto il ferro e il cemento di tali progetti fossero cinesi, la Cina utilizzerebbe solamente il dieci per cento della propria sovrapproduzione industriale». Così parlò Arthur R. Kroeber, fondatore dell’istituto di ricerca Gavekal Dragonomics. Se ne evince che la fetta di oversupply consumata da tutto Sudest Asiatico – inserito dalla stessa Cina nel concetto così onnicomprensivo di One Belt One Road – sarebbe ancora più infima.

Eppure, in conclusione del summit della neonata Lancang-Mekong Cooperation, il premier cinese Li Keqiang ha proprio messo l’accento sul fatto che le nuove strade e ferrovie che Pechino costruirà a valle, nei Paesi attraversati dal grande fiume, aiuteranno la Cina a superare le «pressioni al ribasso» che sta soffrendo la proprie economia. Cioè a risolvere il problema di eccesso di capacità.

In realtà c’è molto di più e, da quanto è uscito dal summit, sembra quasi di assistere alla riedizione del sistema degli «Stati tributari» di imperiale memoria. In base alla dichiarazione congiunta in chiusura del summit di Sanya, Pechino offrirà 10 miliardi di yuan (1 miliardo e 365 milioni di euro) in prestiti preferenziali e 10 miliardi di dollari in altre forme di credito a Thailandia, Myanmar, Cambogia, Laos e Vietnam, per costruire infrastrutture e creare attività industriali destinate a migliorare la cooperazione regionale. Si spazia dalle ferrovie ai parchi industriali. Sono espliciti i riferimenti alle due linee ferroviarie che collegheranno la provincia cinese dello Yunnan con la capitale del Laos, Vientiane, e con quella della Thailandia, Bangkok.

Sono il primo passo verso una rete pan-asiatica che dovrebbe arrivare fino a Singapore, passando per la Malaysia. A questi progetti si aggiungono quelli per la riduzione della povertà: 200 milioni di dollari in aiuti e 300 milioni per finanziare piccoli-medi progetti di cooperazione nel corso dei prossimi cinque anni.

A sovrintendere il tutto e a trasmettere ulteriormente la sensazione di una leadership cinese, il fatto che Li Keqiang abbia chiesto esplicitamente che negli accordi si faccia sempre più uso del Renminbi (RMB), sottolineando che «il tasso di cambio del RMB sarà sostanzialmente stabile a un livello ragionevole ed equilibrato nel lungo periodo». È uno schema consolidato: la Cina presta soldi affinché i dirimpettai commissionino grandi opere a imprese cinesi. È il modello win-win che Pechino applica ovunque. Tuttavia, questo win-win è alle porte di casa. Sembra quindi che la Cina intenda fare le prove generali per l’internazionalizzazione della propria valuta attraverso meccanismi di cambio transfrontaliero non ancora dettagliati. Tempo fa, era sorta l’ipotesi volesse sperimentare «uno yuan regionale» prima di gettarsi nel mare magnum della speculazione finanziaria internazionale.

Nel modello di sviluppo della Cina, c’è il culto quasi maniacale della stabilità necessaria a garantire la propria «crescita pacifica». Tuttavia, lungo il corso del Mekong le tensioni non mancano: guerre di confine in Myanmar, confronto nel mar Cinese Meridionale con il Vietnam e l’insoluta questione delle dighe costruite sul fiume (entro il 2030 dovrebbero essere circa 70), solo per citare i maggiori problemi. Prima del summit della Lancang-Mekong Cooperation, Pechino ha perciò compiuto un gesto di buona volontà nei confronti dei dirimpettai – che stanno soffrendo la peggiore siccità degli ultimi novant’anni – lasciando fluire l’acqua dalla diga di Jinghong verso valle. Fino al 10 aprile.

La questione Mekong è un paradosso: non può che essere gestita comunemente, ma i sei Paesi lungo il suo corso hanno interessi spesso diametralmente opposti. È questo per esempio il caso di Laos e Vietnam. Il primo, che sta a monte del secondo, sposa la Cina nel sostenere che il grande fiume è «la batteria del Sudest Asiatico». Punta quindi a ottenere dall’energia idroelettrica il 70 per cento dei ricavi relativi al proprio export. Energia che Vientiane pensa di esportare, manco a dirlo, proprio nell’energivora Cina. La parte vietnamita del delta del Mekong, la regione Cuu Long, rappresenta invece il 33 per cento dei prosperoso settore agricolo del Vietnam e il 90 per cento delle sue esportazioni di riso, che come volume sono al terzo posto a livello globale. Ecco che le dighe laotiane sono un problema per il riso vietnamita.

Da questo punto di vista, il summit di Sanya ha partorito il classico topolino: si è deciso di creare un centro di coordinamento congiunto sulle risorse idriche, che lavori di cesello per mantenere un equilibrio tra le esigenze energetiche (dighe, elettricità) e quelle ambientali (alluvioni, siccità). Non regole scritte, ma l’avviamento di un processo. Era scontato, molto più del flusso d’acqua lungo il corso del Mekong.

Tratto da China Files

  • Autore articolo
    Gabriele Battaglia
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 10:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di martedì 13/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 13-01-2026

  • PlayStop

    Cult di martedì 13/01/2026

    Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: la Prova Aperta straordinaria della Filarmonica della Scala dedicata a Fondazione "Giulia Cecchettin", di cui parla Daria Fallido; Mirko Leo di dell'associazione loscribacchiatore presenta il fumetto in partnership con Astorina Editore intitolato "Colpo a Paestum"; Oliviero Ponte di Pino ripercorre i 25 anni di attività e ricerca per lo spettacolo dal vivo di Ateatro; la rubrica ExtraCult a cura di Chawki Senouci...

    Cult - 13-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di martedì 13/01/2026

    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    A cura di Roberto Festa con Fabrizio Tonello

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

    A come America - 13-01-2026

  • PlayStop

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

    Note dell’autore - 13-01-2026

  • PlayStop

    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di martedì 13/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 13-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di martedì 13/01/2026

    I fatti del giorno analizzati dai nostri esperti, da studiose e studiosi. I protagonisti dell'attualità intervistati dai nostri conduttori.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 13-01-2026

  • PlayStop

    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di martedì 13/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 13-01-2026

Adesso in diretta