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Mausolei distrutti, crimini di guerra

Per la prima volta la Corte Penale Internazionale ha emesso una sentenza di condanna per un crimine perpetrato contro monumenti storici, di valore simbolico e religioso, protetti dall’Unesco.

Il condannato è Ahmad Al Mahdi Al Faqi, ex capo della polizia islamica del gruppo Ansar Dine, che è stato giudicato colpevole di crimini di guerra per avere partecipato alla distruzione dei mausolei a Timbuktu nel Nord del Mali nel 2012. E’ stato condannato a nove anni di carcere. Nel corso del procedimento, il primo del genere nella storia, l’uomo si era dichiarato colpevole.

E’ stato giudicato colpevole della distruzione di nove mausolei e una moschea considerati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

I fatti sono avvenuti a Timbuktu, città mitica alle porte del deserto del Sahara, nell’immenso e remoto territorio a Nord del Mali. Durante l’invasione dei gruppi jihadisti provenienti dal Nord e dal Maghreb la città fu occupata e i suoi monumenti furono distrutti. Poi la popolazione ha vissuto per mesi sotto la ferrea legge della Sharia, imposta dagli integralisti che l’hanno conquistata, appunto, nella primavera del 2012.

Fondata tra l’XI e il XII secolo dai tuareg, l’antica capitale del regno dell’imperatore del Mali Kankou Moussa, deve il suo nome, secondo le leggende e le tradizioni locali, a una schiava berbera: Buctù, che visse intorno al 1100 e svolse il compito di guardiana di un pozzo, situato proprio nel luogo dove poi sarebbe sorta la città.

Della reale esistenza o meno di Timbuktu si discute in Europa fino ai primi dell’Ottocento, poi René Caillié, esploratore francese travestito da nomade arabo, riesce a entrarvi nel 1828 e la consegna, per quanto riguarda l’Europa, dal mito alla storia.

  • Autore articolo
    Raffaele Masto
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    In 125 anni di storia in Italia è la prima volta che succede. Bayer licenzia senza cercare un accordo coi sindacati per uscite volontari o ammortizzatori sociali. L’azienda farmaceutica ha aperto una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 49 lavoratori e lavoratrici, tra informatori medico scientifici e addetti al sito milanese. Una scelta inspiegabile secondo i sindacati, che parlano di un cambio di approccio, proprio in un anno in cui vengono annunciati nuovi investimenti e progetti. La decisione è stata presa, ha spiegato l’azienda, a causa della scadenza della licenza su un farmaco per malattie cardiovascolari, che ha permesso l’ingresso sul mercato di farmaci generici a basso costo facendo perdere così centralità al medicinale targato Bayer. I tempi per trovare una soluzione sono stretti, spiegano a loro volta i sindacati che per domani hanno indetto otto ore di sciopero con presidio davanti a Assolombarda, dove una delegazione incontrerà i vertici aziendali per avviare una trattativa. Carmelo Razzano è un funzionario della Filctem Cgil che sta seguendo la vicenda.

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    La nota fumettista e disegnatrice Pat Carra ha curato l'edizione del libro di Safaa Odah "Safaa e la tenda - Diario di una fumettista da Gaza" per Fandango Libri e ne ha firmato la postfazione. Dopo il 7 ottobre 2023, Safaa dal campo profughi di Al-Mawasi continua a disegnare, usando le pareti della tenda quando la carta finisce. Safaa racconta il genocidio con un tratto morbido per metterne in luce l'aspetto umano, parlando a tutte e tutti noi. Nel 2025 ha ricevuto lo Special Award di LICAF (Lakes International Comic Art Festival) per "Safaa and the Tent" 2023/2024, di cui il libro italiano è l'edizione estesa. Ha un grande seguito sulle sue pagine social e pubblica su giornali arabi e in Italia sulla rivista Erbacce, diretta proprio da Pat Carra, che è stata ospite a Cult. L'intervista di Ira Rubini.

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