Mattarella dice a Trump quello che Meloni non ha il coraggio di dire

Quello che non dice Meloni, lo dice Mattarella. Pure ieri la presidente del Consiglio è rimasta zitta a fronte degli attacchi di Trump. Mattarella, invece, ha parlato. Un messaggio molto chiaro: “Il mondo è scosso nel profondo da atti di aggressione che violano sovranità e prescrizioni, anche le più elementari, del diritto internazionale, a partire da quello umanitario”. E tutti hanno pensato a Trump e alla guerra israelo-statunitense all’Iran. Tradotto: l’Italia non ha preso parte alla guerra, come ci chiedeva Trump, perché quella guerra è illegale. È la posizione di Sanchez e Macron in Europa, è la tesi dei democratici statunitensi che hanno chiesto, anche per questo, l’impeachment del segretario alla guerra Hegseth. Ma, mentre tutti i leader europei prendevano posizione contro la guerra, Meloni, pensando di essere più furba degli altri, provava a non schierarsi: “Non condivido né condanno” affermò. Sembrano passati anni. Era il 7 marzo. Poco più di un mese fa. Nel frattempo Trump l’ha travolta con la sua scomunica. E ora lei non ha argomenti. Il messaggio di Mattarella va all’amministrazione statunitense: la posizione italiana è ferma, è allineata a quella europea, e non cambierà certo per gli attacchi di Trump.Già il ministero della Difesa guidato da Crosetto aveva bollato le parole di Trump come “inutile terrorismo psicologico” a cui l’Italia non cederà. Ora il Quirinale. I poteri dello Stato che blindano la posizione italiana perché il messaggio di Mattarella non è solo per Trump, è anche per l’afona Meloni: “Io ho fatto da supplente, ora non provi a mollare davanti alle pressioni statunitensi”.
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