“Ciao Carlo, sarai sempre in piazza con noi”. In migliaia ai funerali di Carlo Monguzzi

La chiesa di San Michele Arcangelo è troppo piccola per contenere tutti. Per l’ultimo saluto a Carlo Monguzzi ci sono almeno tre generazioni che hanno fatto politica a Milano e che hanno incrociato Carlo sulla loro strada. “Sarai sempre in piazza con noi” ha scritto una signora su un cartello blu. “Grazie Carlo” è scritto su un altro cartello firmato con un cuore con i colori della Palestina. Un signore indossa un cappellino giallo di Legambiente. Qualcuno ha appoggiato una bandiera dei Verdi su una bicicletta. Ci sono gli ex sessantottini e i milanesi dei comitati cittadini, i giovani dei centri sociali e i rappresentanti delle istituzioni. C’è il sindaco Sala con la fascia tricolore, consiglieri e assessori comunali, rappresentanti della Regione Lombardia e della politica nazionale, i sindacati, ma soprattutto la gente, le persone che con Carlo hanno condiviso pezzi di vita e di lotta politica.
Quando esce il feretro dalla chiesa la Banda degli Ottoni suona Bella Ciao, tutti la accompagnano battendo le mani. C’è un drappo rosso dell’Anpi sulla bara e uno foto di Carlo in una delle sue espressione tipiche: quella con il sorriso dolce e un po’ sornione e il pugno alzato. “Ci vorrebbe un Carlo Monguzzi in ogni città” dice Mariolina De Luca citando uno dei tantissimi post girati sui social in questi giorni. “Hai percorso strade accidentate, il modo migliore per ricordarti è continuare a percorre quelle strade” dice ancora. In questi anni Carlo è stata la voce dei comitati cittadini dentro al consiglio comunale di Milano.
“Oggi ci sentiamo orfani di un amico e di un compagno di strada” dice Maria Castiglioni in rappresentanza di quei comitati. “Sapevi stare nelle istituzioni, ma non eri un uomo delle istituzioni. Non ti eri omologato. Non cercavi lo scontro, ma non facevi sconti”. Il ricordo della lotta contro la vendita dello stadio di San Siro fa alzare l’applauso più forte. “È stata la lotta più dura, perché contro il fuoco amico” ricorda Maria. Attorno al feretro sventolano decine di bandiere della Palestina e la scritta “Ciao Carlo” sui dei drappi bianchi, sono le persone che ogni giorno alle 18 si ritrovano in piazza Duomo nel presidio silenzioso contro il genocidio a Gaza, un presidio di cui Carlo ha fatto parte fino a quando la malattia glielo ha consentito.
“A nome della comunità palestinese: grazie Carlo” dice Khader Tamimi dei palestinesi lombardi. Gianni Pizzi della rappresentanza sindacale del Comune di Milano ricorda che “c’era sempre anche ad ascoltare i lavoratori comunali”. E poi gli anni al consiglio regionale, la legge sui rifiuti da assessore lombardo, la lotta contro la discarica di Buscate e per fare luce sul disastro di Seveso. Tante voci, tante strade, tante piazze insieme ancora un’altra volta, prima di un nuovo viaggio.
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