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Radicali: “Disponibili all’apparentamento”

Il candidato sindaco dei Radicali Marco Cappato ha incontrato Giuseppe Sala e Stefano Parisi. Al primo turno Cappato è stato votato da 10.104 milanesi, l’1,87%. Stesso numero di voti e percentuale delle comunali 2011, quando i Radicali erano dentro alla coalizione di centrosinistra di Giuliano Pisapia.

Quest’anno i Radicali non hanno condiviso il percorso delle primarie, visto come una partita interna al Pd per legittimare la candidatura di Giuseppe Sala.

“Ora ascolteremo cosa diranno i due candidati alla città.“, ci dice Cappato. “Siamo disponibili all’apparentamento se ci saranno le condizioni”. Da che parte pendono le possibilità Cappato non lo dice. “Il voto Radicale è un voto di opinione, ciascuno ragiona con la propria testa”. Ma sono proprio uguali le due coalizioni? “No, ovviamente l’elettore radicale davanti alle posizioni leghiste ha interesse pari a zero“.

I temi storici dei Radicali milanesi sono quelli legati ai referendum, alla sburocratizzazione della politica, al rapporto pubblico-privato negli investimenti comunali, al riutilizzo degli immobili sfitti per alloggi sociali, alla riapertura dei Navigli. “Ho sentito che alcuni di questi temi stanno iniziando a circolare nel dibattito tra i candidati.”, dice Cappato. Staremo a vedere.

C’è una prima scadenza, entro domenica 12 giugno bisogna dichiarare eventuali apparentamenti, cui i Radicali guardano con favore. “Non lo escludiamo, se uno dei due candidati prendesse impegni di una certa solidità l’apparentamento consentirebbe di giocare la partita anche in termini elettorali formalmente e ufficialmente fino in fondo”.

Ascolta qui l’intervista integrale a Marco Cappato

MARCO CAPPATO LUNGO

  • Autore articolo
    Roberto Maggioni
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