Elezioni: per il centrosinistra il risultato non è quello sperato

Il risultato di Venezia brucia alla sede del Nazareno. Solo verso le 18.30 il Partito Democratico manda il responsabile dell’organizzazione Igor Taruffi a fare una dichiarazione nella quale il senso è che la “partita è aperta per le politiche dell’anno prossimo” e che il centrosinistra è “in campo”.
Nei 25 secondi di dichiarazione alle tv, Taruffi riesce a non pronunciare mai la città di Venezia, inserita forse nel contesto di “città in cui ci si aspettava un risultato diverso”. Era invece quella la città su cui il Pd puntava e ora cercano di accontentarsi del buon risultato di Pistoia, dove il centrosinistra vince sulla destra. Un modo per attenuare il senso di delusione di queste amministrative. Per Giorgia Meloni era il primo test dopo il referendum, per l’opposizione rappresentava forse la speranza che la risposta del referendum potesse continuare a lasciare il segno. E invece quello di oggi è un voto ai partiti. Il referendum non lo è stato, al centro allora c’era la difesa della Costituzione.
Allontanandosi da Venezia, il risultato è un chiaroscuro. Il Pd ottiene buoni risultati a Prato, a Pistoia, ad Avellino e ad Andria, ma perde a Reggio Calabria. Lì il ribaltone è avvenuto. C’è poi il caso Vincenzo De Luca: per la quinta volta diventa sindaco di Salerno, continua a mostrare il suo potere, non più nella regione, ma nella sua città, allungando un’ombra su Roberto Fico ed Elly Schlein deve incassare anche questo.
Il voto avviene in un momento di difficoltà del governo, a causa del caro benzina, delle incertezze date dalla guerra, ma forse in generale questi aspetti non hanno contato molto nella scelta degli elettori. I leader dei partiti si tengono lontani ancora dai commenti, ma Matteo Salvini torna alla carica e chiede di nuovo di togliere la cittadinanza a chi compie reati.
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