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Possibili scossoni a sinistra

Tutti pronti a collaborare con Giuseppe Sala, o in attesa delle sue mosse per decidere cosa fare, come Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo la vittoria del commissario unico a Expo alle primarie del centrosinistra milanese, la parola collaborazione e l’idea di tenere aperta e larga la coalizione sono al centro dei pensieri e dei messaggi che si mandano i diversi schieramenti che hanno animato la competizione.

Fin dai primi momenti al Teatro Elfo Puccini la parola d’ordine è stata stemperare le rivalità, proprio a sinistra, dove la competizione tra Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino ha lasciato le maggiori asperità tra i rispettivi sostenitori.

Il risultato di Giuseppe Sala, di gran lunga inferiore alla somma dei voti di Balzani e Majorino, suggerisce alla coalizione la direzione politica da intraprendere: un centrosinistra largo di governo, che non replichi il quadro politico nazionale che vede il PD alleato di Alfano.

Proprio per questo sono tutti attenti alle mosse di Balzani, Majorino e Sel, che già per partecipare alle primarie ha più volte ottenuto autonomia rispetto alle decisioni nazionali.

In queste ore i dirigenti di Sinistra Ecologia e Libertà prendono tempo: mercoledì è prevista la prima riunione del partito post primarie, ma non sarà decisiva. Il Pd locale sostiene il mantenimento della coalizione delle primarie. Le mosse politiche e programmatiche a questo punto spettano a Giuseppe Sala, dopo che avrà preso una vacanza, come annunciato. C’è quindi tempo. Intanto la sinistra che non ha partecipato alle primarie, Rifondazione Comunista e Possibile, attende l’evoluzione del voto e si prepara a scegliere il proprio candidato sindaco.

  • Autore articolo
    Fabio Fimiani
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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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