Majorino a un passo dalla candidatura: “A Milano c’è bisogno di un bel cambio”

Quando dal palco Pierfrancesco Majorino dice che “la radicalità è sostanza politica” l’applauso scatta forte e da più parti della sala, strapiena di militanti, parte il grido “sindaco, sindaco”. Se non un’investitura, quasi. Il suo intervento, a margine del dibattito tra Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, ha tutte le caratteristiche di un programma politico per la città. Insomma, di un candidato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Milano, anche se il capogruppo in consiglio regionale del Pd ancora non ha ufficializzato la decisione. “Milano ha bisogno di un discorso alto e nobile, per diventare capofila dei bisogni delle città”, dice Pierluigi Bersani prima di salire sul palco. Non fa nomi e nemmeno metodi, ma indica una strada. In chiusura del suo intervento, ribadisce che per fermare le destre, a qualsiasi livello, il centrosinistra deve dire chiaramente cosa vuole essere. Quello che fa Majorino, che nel suo intervento delinea chiaramente le priorità per il futuro di Milano. “Abbiamo bisogno di un bel cambio su alcuni terreni, e dobbiamo viverlo con molta serenità”, dice. “Abbiamo bisogno di una città che metta di più al centro l’interesse pubblico collettivo e che aiuti di più le persone in difficoltà”. E ancora: “Dobbiamo far sì che la gestione della cosa pubblica sia meno condizionata dalle lobby del cemento”. La discontinuità è servita. Con buona pace di Carlo Calenda, che ieri ha ribadito il suo endorsement a Mario Calabresi, chiedendo anche di non fare le primarie. La risposta di Majorino è chiara: “Forse il romano Calenda non conosce abbastanza la città”, dice. A differenza sua che, anche se ancora non lo dice esplicitamente, sembra anche pronto a guidarla.
Articoli correlati


