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Lui si blinda al Viminale. Ma il caso Piantedosi è una mina vagante per Meloni

02 aprile 2026|Anna Bredice
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Piantedosi

Un’interrogazione parlamentare a Giorgia Meloni direttamente da parte di Angelo Bonelli e una richiesta di chiarimenti fatta da Debora Serracchiani del PD: l’opposizione inizia a pretendere chiarimenti sul caso che coinvolge il Ministro dell’Interno Piantedosi. La vicenda è emersa attraverso un’intervista realizzata da un esponente dei giovani di Fratelli d’Italia. Un particolare importante perché apre interrogativi che interessano anche i partiti di maggioranza su quali conseguenze possa avere a livello politico.
Con l’interrogazione parlamentare a Meloni, Bonelli chiede di capire se una collaborazione come docente nell’Alta Scuola di Polizia per Claudia Conte sia stata dettata dalla relazione con Piantedosi oppure no, e se il suo ruolo di consulente nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie sia conseguente a questo legame. Da Meloni nulla arriva; Piantedosi, invece, fa sapere di essere al lavoro e di aver dato mandato a un legale, dichiarando quindi di non aver nulla da temere.
Un messaggio che, letto tra le righe, appare indirizzato più che alle opposizioni al capo della Lega Salvini. Quest’ultimo ieri sembra essersi mosso con molto attivismo intorno alla vicenda, escludendo subito — prima ancora che qualcuno sollevasse il dubbio — di non voler andare al Viminale; cosa che invece tutti pensano, visto che non è un segreto che quello è ciò che sogna da tempo.
Resta poi il fatto che a realizzare un’intervista, che è sembrata pilotata, sia stato un esponente di Fratelli d’Italia. Che interessi ha Fratelli d’Italia ad aprire un caso simile a quello di Sangiuliano, che potrebbe costituire l’ennesimo motivo di crisi e un possibile rimpasto di governo?

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