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LOKI, la serie Marvel dal 9 giugno su Disney+

LOKI

Rick and Morty è una serie animata per adulti che negli anni ha guadagnato un seguito di fan sempre più numeroso e affezionato. È scritta da Dan Harmon, già creatore della sitcom di culto Community, e da Justin Roiland, che in originale dà anche la voce a uno dei due protagonisti, ed è una sorta di mix spericolato e a tratti geniale tra Ritorno al futuro – Rick e Morty sono una versione estremizzata, parodica e scorretta dei Doc e Marty della trilogia di Zemeckis –, Guida galattica per autostoppisti, Doctor Who e Futurama: una vera goduria per qualsiasi appassionato di fantascienza – e non solo. I personaggi viaggiano spesso non solo nel tempo e nello spazio ma anche attraverso universi e linee temporali alternative, incontrando altre versioni possibili di sé e talvolta incappando anche in riflessioni filosofiche inaspettatamente profonde. Trovate le prime quattro stagioni su Netflix, in attesa della quinta che in USA debutterà il 20 giugno. Dalle fila degli sceneggiatori di Rick and Morty viene Michael Waldron, co-creatore e showrunner di Loki, la terza serie originale Disney+ inserita nell’Universo Cinematografico Marvel, e una delle novità seriali più attese dell’estate.

La serie debutta sulla piattaforma streaming della Casa di Topolino il 9 giugno, per proseguire con un episodio a settimana, e ritrova l’attore britannico Tom Hiddleston nel ruolo eponimo di Loki, il “dio degli inganni”, fratello adottivo di Thor e personaggio ricorrente – e amato da molti fan – dei film degli Avengers. Nel primo, The Avengers del 2012, Loki era addirittura l’antagonista, ma nel corso degli altri film ha avuto modo sia di riabilitarsi sia di tradire di nuovo i colleghi supereroi; chi avesse visto tutti i film, però, probabilmente si chiederà come sia possibile ritrovarlo protagonista di una serie lui dedicata, dal momento che in Avengers: Infinity War viene ucciso dallo spietato Thanos.

Ebbene, la serie Loki comincia nel 2012, ma non è un prequel: scopriamo, insieme a Loki stesso, che esiste una misteriosa agenzia per il controllo spaziotemporale, devota alla conservazione della sacra linea del tempo, che interviene ogni qualvolta qualche evento rischi di creare linee temporali alternative e parallele. A gestirla una sorta di mega organizzazione iper burocratica, la Time Variance Authority, di cui fa parte l’altro protagonista della serie, Mobius, interpretato da Owen Wilson, il quale chiede aiuto proprio a un maldisposto Loki per cercare di catturare un imprendibile terrorista del multiverso…

Il riassunto della trama basta da sé a far capire come mai il super mega produttore dell’Universo cinematografico Marvel Kevin Feige abbia scelto proprio dalla stanza degli sceneggiatori di Rick and Morty il responsabile della serie Loki: dopo che WandaVision ha ripercorso la storia della tv in formato sitcom, e The Falcon and the Winter Soldier si è rivelato come un canonico super-action movie, Loki si presenta come un buon misto delle due ispirazioni, combinando la commedia e la fantascienza più ironica e cervellotica alle solite avventure supereroiche ispirate ai fumetti Marvel. Michael Waldron è stato anche incaricato di scrivere il film Doctor Strange in the Multiverse of Madness, particolarmente atteso perché a dirigerlo ci sarà il regista di La casa e del primo Spider-Man Sam Raimi.

Nel corso della serie, lo stesso Loki incontrerà diverse versioni di se stesso – ed è stato ufficializzato che sarà il primo personaggio gender fluid della Marvel cinematografica –, saltellando nel tempo e nello spazio in una serie di imprevedibili colpi di scena. Intanto il 7 luglio, nelle sale cinematografiche, arriverà il lungamente rimandato Black Widow, con Scarlett Johansson, cioè il primo film Marvel dopo due anni di stop causa COVID-19, il periodo di assenza dai cinema più lungo da quando la saga è cominciata, nel lontano 2008.

Per la Disney sarà un banco di prova anche per capire se questa nuova strategia, che mescola senza soluzione di continuità film da grande schermo e serie tv da piattaforma streaming, è quella giusta in un panorama audiovisivo in continuo cambiamento.

  • Autore articolo
    Alice Cucchetti
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    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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