L’Europa blinda i suoi confini a discapito dei diritti e della dignità delle persone migranti

Dopo due anni di adeguamento legislativo entra in vigore oggi su tutto il territorio dell’UE il Patto Migrazione e Asilo, la nuova legislazione europea che traccia uno spartiacque di un approccio sempre più securitario e che esplicitamente rifiuta la logica dell’accoglienza di soli 10 anni fa. Si tratta di una decina di regolamenti e direttive che sono stati approvati nel 2024 e che ora saranno messi a terra, nonostante sia già evidente che il livello di preparazione è scarso in molti Paesi, Italia compresa, se non addirittura nullo per dichiarata opposizione, vedi Ungheria e Polonia. Il nuovo sistema si basa su un nuovo rapporto tra solidarietà e responsabilità nella gestione migratoria. Va ricordato che non è stato superato il principio cardine del regolamento di Dublino, cioè che il compito di esaminare la richiesta di asilo spetta al primo Stato UE in cui la persona entra. Ci sarà un meccanismo di solidarietà obbligatoria tra i 27, ma a scelta tra ricollocamenti di persone migranti, contributi finanziari o supporto a Paesi terzi. Centrale nel patto è la nuova procedura di frontiera accelerata, applicata automaticamente in caso di rischio per la sicurezza o provenienza da un paese considerato sicuro. Le procedure prevederanno una detenzione di fatto fino a 6 mesi, senza esenzioni nemmeno per le famiglie con minori di 12 anni, né una rappresentanza legale, senza dimenticare che una volta che le persone migranti arriveranno alle frontiere dell’Unione saranno sottoposte a uno screening che, in pratica, prevede una detenzione di 7 giorni senza la possibilità di entrare sul suolo nazionale.
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