L’elogio di Vance è un problema per Meloni, ora che Trump è un ingombro

Proprio adesso che le cose per i trumpiani di ferro alla Meloni si son messe male, proprio adesso che con la crisi energetica, le arrabbiature e le preoccupazioni degli italiani per le conseguenze della guerra, e il referendum perso, la presidente del Consiglio stava timidamente provando a prendere le distanze da Trump – per motivi di opportunità politica, legata al consenso, non certo per motivi ideologici – Vance arriva in Europa e cosa fa? Elogia Orban e Meloni come unici leader europei affidabili per la Casa Bianca. E da dove lo fa? Da Budapest. Vance è in Ungheria per fare campagna elettorale a favore dell’impresentabile Orban, uno che fino a ieri era considerato un faro e un esempio da Meloni, ma oggi è un altro da disconoscere. E in quella sede Vance ha attaccato Zelensky, ha attaccato l’Unione Europea, ha difeso Orban ed elogiato Meloni. Magari pensava pure di fare cosa gradita, invece, alla nostra presidente del Consiglio non resta che fischiettare e sperare che nessuno se ne accorga. Che ne sa l’ingenuo Vance che Meloni incarna il classico opportunismo politico della destra italiana? Verrebbe da dire lo “storico”, ma quella fu una tragedia, questa al limite è una farsa. Vance, in realtà, sarà ben informato del tentennamento di Meloni e la sua sortita serve anche a richiamarla all’ordine. Si può essere furbi in Patria, con la stampa a favore. Un po’ meno nel contesto internazionale. In un momento così grave Meloni, e il nostro Governo, devono scegliere una posizione chiara e netta. Non lo chiedono solo gli Stati Uniti. Lo chiedono anche le cancellerie europee. E a Roma barcamenarsi diventa sempre più complicato.
Continua la lettura


