Leggi, lacune e congresso assente. Cosa rende possibile l’operato dell’ICE negli Stati Uniti

Si insiste spesso, in questi giorni così tragici e drammatici, sull’abuso del potere da parte dell’amministrazione di Donald Trump, sull’utilizzo di mezzi autoritari e anticostituzionali, per attuare una feroce repressione di libertà e diritti. La spirale autoritaria che il governo di Trump ha messo in moto è sicuramente vera. Vanno però fatte alcune precisazioni. Una, in particolare: opporsi alla repressione di queste settimane non è facile anche perché Trump sta utilizzando – certo strumentalmente e cinicamente – una serie di strumenti che la legge – e le falle, le scappatoie della legge – gli consentono.
I problemi sono sostanzialmente di tre tipi. Il primo. Lo scorso 8 settembre la Corte Suprema ha emesso un ordine di emergenza – votato dai sei giudici conservatori contro le tre liberal – nel caso Noem v. Vasquez Perdomo, in cui si dice che gli agenti dell’ICE hanno il potere di detenere “brevemente” una persona se sospettano che questa possa essere illegalmente negli Stati Uniti. In un’opinione allegata all’ordine, uno dei sei giudici conservatori, Brett Kavenaugh, spiega che l’apparenza ispanica, latina e il parlare spagnolo sono motivi sufficienti per fermare un individuo per la strada.
Si è trattato di un ordine emergenziale, non di una sentenza vera e propria, quindi dovrà esserci in futuro una sistemazione definitiva della questione, un ordine che però viola tutti i principi costituzionali, basici, degli Stati Uniti, in particolare quelli della profilazione razziale, e dà agli agenti la possibilità di fermare, arrestare, entrare nelle case delle persone senza mandato, ma in nome di quella sentenza. C’è poi un secondo aspetto: in inglese vengono chiamati “loopholes”, le lacune, le scappatoie che la legge offre a Trump. Non esiste legge negli Stati Uniti che proibisca agli agenti federali di andare in giro armati, o con il volto coperto.
I vari Dipartimenti di polizia hanno certo imposto regole quali l’identificazione degli agenti, l’uso di telecamere per verificare il loro comportamento, il divieto di andare in giro col viso coperto. Ma sono, per l’appunto, regole stabilite dai singoli Dipartimenti, non leggi federali. Non ci sono leggi di questo tipo perché a nessuno sarebbe mai venuto in mente che un presidente degli Stati Uniti potesse mandare in giro agenti mascherati.
Trump invece lo fa, approfittando, per l’appunto, dell’assenza di leggi e procedure federali.E arriviamo così al terzo elemento che rende possibile l’orrore cui stiamo assistendo: il Congresso. Arresti indiscriminati, raid, pestaggi, agenti mascherati, rapimenti, deportazioni illegali: finirebbe tutto, se il Congresso facesse una legge. Ma il Congresso, sempre più silenzioso, attonito, inefficace, non fa la legge. E Trump e i suoi, quindi, vanno avanti.
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