Minneapolis. Trump difende l’ICE, ma cresce il malcontento anche tra i deputati repubblicani

Sono passati più di 24 ore dall’uccisione di Alex Pretti per mano di un agente del Border Patrol, ma poco è cambiato nelle stanze della Casa Bianca. Donald Trump intende andare avanti con la sua linea dura sull’immigrazione e sta persino valutando se invocare l’Insurrection Act, la legge che consente al presidente di impiegare l’esercito nelle città americane. Lo ha rivelato un alto funzionario dell’amministrazione all’emittente NBC ieri sera, secondo cui Trump ora pretenderà una cooperazione ancora più stretta tra autorità locali e governo federale. Per la Casa Bianca, infatti, la responsabilità del caos ricadrebbe solo sulle amministrazioni locali democratiche accusate di rifiutarsi di collaborare con ICE e di incoraggiare la resistenza. Trump ribadisce che nessuno vuole violenze e morti, ma allo stesso tempo conferma di non voler deviare dalla promessa elettorale di espellere decine di milioni di persone sempre secondo NBC. Intanto, però, le prime reazioni da destra stanno arrivando e non sono di supporto. L’editorial board del conservatore The Wall Street Journal ha invitato Trump a ritirare ICE da Minneapolis. Diverse fonti interne del Dipartimento di Sicurezza Nazionale hanno espresso a diversi media americani il loro profondo malcontento per la gestione della vicenda e diversi senatori e deputati repubblicani ieri hanno invitato Trump pubblicamente a ripensare la propria strategia, scricchiolii nella coalizione di destra che potrebbero portare a un nuovo scollamento tra Paese reale e Casa Bianca
Davide Mammone, da New York
Sulla Casa Bianca, dunque, aumentano le pressioni, tanto che per la prima volta, in un’intervista telefonica con il Wall Street Journal, Trump ha ipotizzato il ritiro degli agenti anti-immigrati dal Minnesota, ma senza indicare quando: “A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale”, ha detto il presidente americano. Intanto, a Minneapolis l’ICE ha minacciato anche due giornalisti italiani: l’auto su cui viaggiavano Laura Cappon e Daniele Babbo, inviati della trasmissione “In mezz’ora” della Rai, è stata fermata. Dal video ripreso dall’interno dell’auto si sentono gli agenti dire “Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto. Questo è l’unico avvertimento. Siete registrati”, mentre dall’auto si sente Cappon ripetere: “Siamo giornalisti italiani”. Il reportage è andato in onda domenica; in Italia ha scatenato l’indignazione di molti esponenti politici dell’opposizione, che hanno chiesto a Giorgia Meloni e al ministro dell’interno Piantedosi di condannare l’episodio e di protestare contro l’amministrazione Trump. Dal governo finora nessuna dichiarazione.
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