La censura preventiva del Governo contro Ghali: “Non esprimerà il suo pensiero sul palco”

Una censura così esplicita e sfacciata è quasi raro vederla. Ghali a Milano-Cortina? “Non esprimerà il suo pensiero sul palco”. Parola del ministro dello Sport Andrea Abodi. Il cantante si esibirà il 6 febbraio allo stadio di San Siro alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. L’artista è stato scelto, insieme ad altri, dalla direzione artistica dei giochi olimpici, in collaborazione con il ministero dello Sport guidato da Abodi.
Perché fa paura Ghali? Perché è stato tra i primi artisti affermati a schierarsi con la popolazione di Gaza in questi due anni e mezzo di assedio da parte di Israele. A febbraio 2024 Ghali ha portato la parola genocidio sul palco del Festival di Sanremo: “Stop al genocidio” disse in diretta tv. “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato, ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco”, ha detto il ministro Abodi spiegando la scelta artistica di Ghali, ma mettendo le mani avanti sulla libertà d’espressione.
Anche l’Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è intervenuta: “Spero Ghali abbia ricevuto linee guida sul ruolo che deve svolgere” ha detto Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei. “Sono fiduciosa che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento”. Dichiarazioni da manuale della censura preventiva. Da Ghali per il momento non ci sono reazioni, vedremo nelle prossime ore.
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