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Le gravi parole di Dario Nardella

Caro sindaco di Firenze Dario Nardella,

noi non sosteniamo che le tue parole a commento dello stupro denunciato da due ragazze nella città che amministri, a opera di due Carabinieri, siano state pronunciate per affermare che le studentesse abbiano messo in atto comportamenti tali da averle poste nelle condizioni di subire la violenza. Non ci sfiora l’idea che tu possa pensare una aberrazione quale “se la sono cercata”. Allo stesso tempo però vogliamo farti notare come la tua scelta di sottolineare i presunti comportamenti trasgressivi e pericolosi degli studenti stranieri a Firenze -assieme all’orrore della violenza e all’auspicio che gli investigatori facciano velocemente piena luce su quanto accaduto- regali un formidabile argomento e un alibi in più a tutti coloro che il “se la sono andata a cercare” lo stanno invece pensando o addirittura affermando.

“E’ importante che gli studenti americani imparino, anche con l’aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo”, hai sottolineato. Senza dubbio è vero che Firenze non sia Disneyland, come hai detto. Ma dovresti renderti conto che introdurre elementi di polemica che si prestano, da parte di chi fosse in malafede, a essere usati contro le studentesse a poche ore dalla loro denuncia dello stupro contribuisce a creare un clima ostile nei loro confronti.

Caro Dario Nardella, noi crediamo che queste parole a commento della notizia della denuncia di uno stupro di due studentesse da parte di due Carabinieri, rappresentino un grave errore e non avrebbero dovuto essere pronunciate da parte di chi ricopre la carica di sindaco di Firenze

 

 

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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