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Caldo record nel Regno Unito: Greta Thunberg avverte che i 40 gradi “sono solo l’inizio”

24 giugno 2026|Valentina Bosoni
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“Questa è un’emergenza e la situazione è destinata a peggiorare”. Lo affermava Greta Thunberg già nel 2020 durante uno sciopero per il clima nel Regno Unito. Ma non era né la prima né l’ultima volta che lanciava questo allarme. Infatti dal 2018 la giovane attivista svedese, diventata il volto del movimento Fridays for Future, denuncia costantemente l’inazione dei governi di fronte alla crisi climatica e mette in guardia sulle conseguenze per le nuove generazioni.

Due giorni fa, Thunberg ha ribadito il messaggio commentando le sempre più frequenti ondate di calore estremo. “È solo l’inizio”, ha dichiarato a Metro UK, riferendosi alle temperature fino a 40 gradi che stanno colpendo il Regno Unito. Un evento eccezionale che ha portato all’emissione di una rara allerta rossa in alcune zone del Paese e che sta interessando gran parte delle città europee. Nella recente intervista, l’attivista ha accusato il governo britannico di ignorare la gravità della situazione: “La responsabilità del Regno Unito nella crisi climatica è innegabile, eppure i suoi leader continuano a comportarsi come se non ci fosse un domani”, ha dichiarato, mentre il Paese si prepara a vivere il giugno più caldo di sempre.

Non è la prima volta che Thunberg, anche con sarcasmo, cerca di richiamare l’attenzione sull’inazione della politica britannica. “Mi avete sentita? Il mio inglese è chiaro? Perché sto iniziando a domandarmelo…”. Già nel 2019, infatti, si era rivolta così ai parlamentari inglesi denunciando come alle promesse non fossero seguite azioni concrete.

Questa volta, però, le sue accuse sono state ancora più dirette. La ventitreenne ha affermato che i leader britannici hanno “la testa completamente sepolta nella sabbia, con le tasche piene di denaro sporco”, denunciando i legami tra politica e industria dei combustibili fossili.
Una ricerca pubblicata dal The Guardian nel 2025 mostra infatti che i ministri del governo hanno incontrato rappresentanti del settore dei combustibili fossili oltre 500 volte nel primo anno di governo laburista.

Un’ulteriore prova, secondo gli attivisti, di come il Regno Unito e altri Paesi occidentali si siano arricchiti grazie a secoli di utilizzo dei combustibili fossili, con conseguenze che hanno colpito in modo sproporzionato le popolazioni più povere. E mentre crescono le richieste di assumersi la responsabilità di anni di inazione, una delle ondate di calore più intense di sempre sta rendendo la crisi climatica sempre più difficile da ignorare.

Secondo il Met Office, le temperature estreme potrebbero avere effetti significativi sulla salute della popolazione. “È arrivato il momento che il Regno Unito saldi il proprio debito climatico, c’è ancora tempo per farlo”, ha affermato Greta Thunberg.

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