È emergenza climatica, ma il governo italiano, tra inerzia e negazionismo, fa finta di nulla

L’agenzia AFP ha stimato che oggi quasi 100 milioni di cittadini europei vivono in zone con oltre 35 gradi, 350 milioni, 2 terzi del continente, sopra i trenta. L’ondata di calore non solo non si attenua, ma si allarga. La Francia è praticamente tutta in allerta rossa, tra ampi blackout, oltre 6mila scuole chiuse e un bilancio salito a 42 morti per annegamento, di persone che cercavano refrigerio in fiumi e canali. Anche la Spagna oggi ha superato i record di caldo del mese di giugno con picchi di 44 gradi, e due morti segnalati. E il caldo torrido sta iniziando a dare problemi anche in Gran Bretagna, dove oltre mille scuole sono state chiuse per precauzione e molti treni sono sospesi. “Londra non solo chiama ma sta cuocendo” ha detto il segretario dell’ONU Guterres citando i Clash. Anche in Italia si segnalano 5 morti: due lavoratori agricoli a Lodi e Piacenza, e altre tre persone tra cui un senzatetto a Napoli. domani saranno 17 le città col bollino rosso. Il picco di calore dovrebbe essere raggiunto entro lunedì. Nelle città si moltiplicano le segnalazioni blackout più o meno larghi e duraturi, e i problemi nelle scuole durante gli esami di maturità. In tutto questo, il governo non dice una parola e fa finta di nulla.
In Francia è diventato da subito tema di dibattito pubblico e politico, Germania, Spagna, ora la Gran Bretagna si affrettano a prendere contromisure. Perché il caldo torrido di questi giorni è innanzitutto un problema sociale: fasce più povere in case inadeguate e ora difficilmente abitabili, i problemi legati al lavoro ed agli spostamenti di tutti i giorni, i primi segni di sovraccarico degli ospedali e i problemi della rete elettrica. In un continente che si scopre del tutto impreparato alla nuova normalità climatica, ma che almeno prova a mettere toppe. In Italia no, tutto tace. Non c’è stata una dichiarazione che sia una da parte di esponenti del governo. L’unico atto, le linee guida sul lavoro, per altro ancora non pubblicate perché mancano le coperture per la cassa integrazione e la cui applicazione è lasciata in ordine sparso alle ordinanze delle regioni. Oggi ha parlato il ministro della salute, Schillaci, convocando una riunione al ministero e annuncia un decalogo per i più fragili, insomma raccomandazioni stile Studio Aperto. Le opposizioni, pur anch’esse con ritardo, iniziano a chiederne conto. È una questione politica e ideologica, che da Trump in giù pervade le destre estreme di tutto il mondo: da Salvini, a Malan, il governo è pervaso dalla linea negazionista del cambiamento climatico, quella del “è sempre stato così” che sia caldo estremo o alluvioni che si ripetono a ritmi sempre più serrati. Che mostrano come il territorio e le città siano impreparate. Certo anche per responsabilità dei comuni, ma il silenzio di questi giorni, indica che ai piani alti il problema non esiste.
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